La repressione dello striscione

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Facciamo il gioco dello striscione. Dirò qualche frase e valuteremo insieme se sono mere informazioni che meritano di essere censurate e, nel peggiore dei casi, perseguite penalmente, oppure un libero parere.

La differenza tra un’informazione e un parere sta in questo: l’informazione in sé afferma un fatto specifico. Quando è pretestuosa o addirittura falsa non fornisce prove o fonti e quando è lesiva della dignità di un bene giuridico protetto, anche costituzionalmente, diviene diffamazione, ossia un reato penale.

Il parere si basa su una valutazione di un fatto o di un atto e può fornire prove o fonti, ma generalmente fornisce chiavi di lettura del fatto o dell’atto. Ad ogni modo il parere, quando è tale e non offende alcun bene giuridico, è un diritto sancito dalla Carta costituzionale, all’art. 21.

Ok, iniziamo?

Striscione Salvini è amico dei mafiosi

salvini amico mafiosi

E’ una diffamazione o un parere? Anche se, stando ad una certa (e pregevole) ricostruzione intellettiva della realtà potrebbe apparire vero, si sta affermando un fatto non direttamente dimostrabile e lesivo di un diritto costituzionalmente garantito, ossia del diritto alla dignità personale. Quindi se si afferma questo fatto, anche se molti saranno d’accordo, si sta diffamando Salvini e non si esprime un parere nel suo significato più puro, ma si accostano due fatti tra loro che, ad oggi, non sono certamente correlabili.

Striscione Prima gli esseri umani e poi i 49 milioni

salvini 49 milioni

In questo caso si sta esprimendo un parere, perché, basandosi sulla lettura della realtà, si ritiene che le azioni politiche messe in campo dal soggetto in questione siano lesive della vita e della dignità di una o più razze e portino verso l’odio sociale.

Tale affermazione trova riscontro reale nella politica di chiusura dei porti e di impedimento giuridico ad operare verso quelle navi che, nel Mediterraneo, si premurano di salvare vite umane. Quindi una politica che confligge con il diritto internazionale e non incide minimamente su un fenomeno migratorio comunque condizionato dalle politiche imperialiste occidentali.

A ciò si aggiunge tutte le volte in cui Salvini ha pubblicato dei post in apparenza semplici ma ha scatenato di fatto commenti di odio da parte dei suoi seguaci, mai censurati né da cui ha preso le distanze.

Come potrei apportare per prova lo smantellamento dei progetti SPRAR che, di fatto, ha eliminato i flebili tentativi di integrazione di cui i progetti si sostanziavano.

Potrei ancora portare come prova il progetto spiagge sicure, che colpisce di fatto solo gli ambulanti di colore o il decreto sicurezza e l’attuale (e in fase di discussione) decreto sicurezza bis, che di fatto favorisce le morti in mare. E potrei discorrere ulteriormente di altri provvedimenti.

L’accostamento ai 49 milioni è anch’esso un parere, perché affermando un fatto specifico ormai acclarato giudizialmente, l’autore non ha leso alcun bene giuridico, anzi, ha rimarcato una verità fattuale e giudiziale.

Striscione Benvenuto Salvini

striscione salvini testa giu

In questo caso si afferma un fatto lesivo di un bene giuridico protetto? Nossignore, perché – nonostante il sarcasmo evidenziato dal testo rovesciato – il cartello esprime un concetto risibile ma al contempo politicamente orientato. Quindi siamo sempre sul piano dei pareri.

Striscione Questa lega è una vergogna

striscione salvini lega vergogna

E ora veniamo ad uno dei primi striscioni fatti rimuovere e che hanno scatenato l’indignazione di molti italiani. Siamo a Salerno, è il 7 maggio. Sul balcone di una casa compare questo striscione durante uno dei (tanti) comizi di Salvini. Addirittura la digos entra in casa della persona che ha esposto lo striscione imponendo di rimuoverlo, altrimenti sarebbe incorsa in conseguenze legali.

Curiosamente qualche giorno dopo si viene a sapere che la procura di Salerno ha aperto un’inchiesta per turbativa elettorale. Ma si tratta di una lettura molto (troppo) estensiva di una legge del 1946 (antecedente alla repubblica costituzionale) promulgata in un periodo post-bellico e caratterizzato dal conflitto egemonico tra partiti di massa in cui erano ben altri i rischi di una turbativa elettorale e non certo derivanti da un semplice striscione.

Del resto la Corte Costituzionale stessa ha più volte ribadito la supremazia dell’art. 21 della Costituzione rispetto alle leggi ordinarie e comunque ad una legge ormai superata dai fatti storici.

Ad ogni modo, stante la differenza tra parere e informazione, questo cos’è? Si sostanzia in una diffamazione? E’ un racconto di un fatto specifico? Oppure semplicemente è una forma di contestazione politica che, piaccia o non piaccia, è legittima e non offende alcun bene protetto?

Ma va bene, poniamo anche il caso che il concetto di vergogna, associato al concetto di Lega può destare scalpore sociale tra i sostenitori di un partito territoriale che per anni ha offeso il Sud e che ora, per bramosia di voti, fa di tutto per far dimenticare il passato. Ma il cartello successivo cos’ha che non va?

Cartello Ama il prossimo tuo

cartello vietato alla manifestazione di salvini

In questo caso la denuncia arriva dalla trasmissione Propaganda Live in cui si afferma che un ragazzo, presente ad uno dei tantissimi comizi di Salvini (che di fatto paghiamo noi, con le nostre tasse e per cui la Corte dei conti sta indagando) con un semplicissimo cartello con su scritto ama il prossimo tuo, sia stato avvicinato dalla digos e gli sia stato sequestrato con la forza. Ora, considerando il contenuto assolutamente inoffensivo del cartello, quale pericolo ha rappresentato tanto da arrivare a siffatte conseguenze giuridiche?

Parallelamente, ieri (18 maggio) un tizio vestito da zorro ha srotolato uno striscione con su scritto restiamo umani e ha avuto il medesimo trattamento da parte della digos, sostenendo che gli è stata comunicata la possibilità di una denuncia penale.

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Denuncia penale? Per un restiamo umani srotolato sul balcone di un albergo?

Striscione I terroni non dimenticano

striscione salvini campobasso

Anche questo cartello esprime un giudizio o un fatto specifico lesivo di un bene protetto? In questo caso si sta rimarcando la ventennale politica della Lega Nord in materia di discriminazioni nei confronti delle popolazioni del Sud Italia. Senza scomodare troppo il Salvini del 2009, che cantava con cori da stadio senti che puzza scappano anche i cani sono arrivati i napoletani, perché in fondo da giovani (all’epoca aveva 36 anni) si dicono e si fanno spesso cose cretine, va rimarcato che prima il Nord è un concetto ampiamente portato avanti dalla sua politica, anche oggi.

Basta sapere che appoggia fortemente l’iter di autonomia di Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, che porterà maggiori squilibri socio-economici nel Paese, soprattutto a danno delle Regioni del Sud.

Insomma, dire che i terroni non dimenticano è una legittima critica politica, del tutto reale e razionale.

Il caso della docente palermitana sospesa dall’insegnamento

In alcune slide preparate da studenti medi dell’Iti Vittorio Emanule di Palermo la politica in materia di sicurezza del governo giallo-verde viene accostata alle leggi razziali approntate dal regime fascista. I ragazzi effettuano un parallelismo storico ed evidenziano alcuni tratti in comune tra le due normative. Il progetto, sviluppato per la giornata della memoria, viene rinvenuto da un simpatizzante della lega che, con un tweet, informa il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti il quale, prontamente, tramite i propri Uffici dell’amministrazione centrale e territoriale, porta alla sospensione della docente Rosa Maria Dell’Aria, perché non avrebbe vigilato sul lavoro dei suoi studenti.

In questo caso quale bene giuridico è stato leso da un parallelismo del tutto operante sul piano politico effettuato da dei ragazzi? Tra l’altro fatto in modo critico e secondo i principi educativi di cui l’istruzione pubblica è approntata. Qui l’unico bene leso è quello all’integrità psico-fisica, morale ed economica della docente, sospesa senza stipendio per 15 giorni, solo perché non avrebbe vigilato sul sacrosanto diritto di critica dei suoi studenti.

La cosa, anche se fa indignare, non stupisce, perché è evidente che la Lega, così come tutte le forze politiche oggi in campo, vuole che l’istruzione pubblica sia nozionistica e acritica, che formi masse di automi e non di cittadini, secondo la logica individualizzante e consumistica oggi dominante a livello globale. Quindi si fa di tutto per evitare che i ragazzi possano crescere con quello spirito critico capace di destrutturare e annichilire il sistema di potere oggi operante.

In conclusione

Dunque, per farla breve, un parere espresso sul piano delle idee e che non si sostanzia nel racconto specifico di un fatto falso, merita di essere tutelato e difatti l’art. 21 della Costituzione dice che:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

E allora, se ciò è vero, perché Salvini fa rimuovere cartelli e striscioni o fa sequestrare cellulari sfruttando i poteri derivanti dal suo ruolo istituzionale seppur in un contesto di competizione elettorale e nelle vesti di un leader di una forza politica? E lo fa nei confronti di persone che semplicemente esprimono un parere, un diritto di critica sancito dalla Costituzione.

Del resto è evidente che tutte queste ripercussioni (denunce, inchieste aperte per turbativa elettorale, sospensioni, sequestri, ecc.) sono funzionali ad ammorbare e poi annichilire ogni germoglio di protesta contro il potere, contro lo status quo.

Quel potere che oggi si sostanzia nella Lega di Salvini, la quale solo di facciata rappresenta gli interessi degli italiani, ma di fatto il vero consenso a cui mira è quello delle lobby, dell’industria e della finanza e non passerà molto tempo prima che dal suo sogno di distruggere l’europa si andrà verso il suo (vero) sogno di conquistare i favori di lobby, industria e finanza non più italica, ma internazionale.

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