Chi sono

Sono quello con la barba, barbuto, barbaro, barbone e pure barboso, quasi quarantenne, con una laurea, un master e un’abilitazione forense in tasca che, però, non mi sono serviti a granché. Sono quello che si è beccato le peggio sfighe dell’essere nati negli anni Ottanta: si è beccato tutte le riforme peggiori (riforma degli esami di maturità, riforma dell’Università, riforma pensionistica, riforme del mercato del lavoro, ecc.), si è beccato tante promesse prima di andare all’università (troverete lavoro, diventerete dei grandi professionisti, ecc. ecc.) salvo poi scoprire, in corso d’opera, che non sarebbe andata così. Si è beccato la crisi economica (e altre ne beccherà), la crisi d’identità sociale, il crollo delle ideologie, l’antipolitica, il vento di destra, la perdita della ragione, la società liquida e dell’incertezza, oltre che la fuga dei cervelli (altro che le emigrazioni di massa di inizio secolo o del dopo guerra) e la fase in cui tanti dottori, masterizzati, dottorati e ultraqualificati tornano al Sud con l’obiettivo di contribuire a migliorare il territorio e fare tutt’altro rispetto a ciò che hanno studiato, pur di lavorare.

Essì, sono del Sud e ho cercato di investire nel mio territorio. Invano, però. Dato che lavoro/non lavoro, m’invento professioni, sbarco il lunario, faccio cose, vedo gente, mi diletto a leggere e ogni tanto mi viene un’opinione, allora ho deciso di aprire questo blog per parlare di-tutto-un-po’, senza la pretesa di trarne profitto/notorietà/l’interesse-di-qualche-bella-figliuola-intellettuale. Assolutamente, giuro! Scrivo di tanto in tanto, quando il tempo, la voglia e i neuroni addormentati me lo consentono.

Non mi rispecchio in nessun’attuale ideologia politica (ideologia, una parola che oggi tutti detestano ma che, volenti o nolenti, c’è, esiste e, purtroppo, quella dominante è quella sbagliata) ed è per questo che nella società e, segnatamente, sui social non sono mai riuscito a trovare una collocazione, perché disprezzo le tifoserie e non voglio impacchettarmi in una polarizzazione pre-confezionata.

Sono di formazione marxista-leninista con i dovuti correttivi della filosofia gramsciana ma sono consapevole che mai e poi mai si attuerà la dittatura del proletariato, perché, in fondo, è un tantino scomoda ma soprattutto perché l’essere umano è egoista, individualista e il mutualismo è solo un correttivo forzato che solo in alcune epoche storiche è stato vagamente applicato dalle masse. Al ché conformo la mia visione del Mondo a ciò che realisticamente e storicamente è determinabile e correggibile. Ciò non fa di me un social-democratico e assolutamente – mai e poi mai! – un liberista. Disprezzo profondamente il capitalismo, l’accumulo del capitale, lo sfruttamento delle persone, dei lavoratori, di chi è debole, in qualunque nazione esso si trovi. Siamo tutti un’unica razza.

Al contempo, però, agogno l’elevazione sociale di chi merita, di chi ha la capacità di contribuire al progresso materiale e spirituale del Paese (scusate il copy della Costituzione). Credo nella dialettica come mezzo collettivo in cui la Ragione riesce a trovare gli strumenti adeguati per risolvere ogni problema. Ma credo anche che la Ragione, oggi, sia momentaneamente scomparsa. Da qui torno a ribadire che sono sfigato perché sono nato nel momento sbagliato. Credo che bisogna uscire dai social e tornare alla vita reale. I social sono uno strumento potentissimo di influenza e controllo e presto ci accorgeremo della loro invasività. Mi son tolto da Facebook e sopravvivo solo su Twitter perché mi rendo conto che sennò le mie cazzate non le leggerebbe proprio nessuno. Ma se fosse possibile andrei via da quel mondo lastricato di buone intenzioni ma che conduce all’inferno della nostra esistenza.

Mi sa che questa non è proprio una biografia. Ma tant’è. Se vuoi saperne di più…

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