Grande Mahmood!

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Ieri sera si è tenuta la 64° edizione dell’Eurovision Song Contest. Il nostro Mahmood, con la canzone Soldi, ha ottenuto il secondo posto arrivando ad un ottimo piazzamento dell’Italia e ottenendo pure il premio per la miglior composizione.

Primo è arrivato Duncan Laurence, dei Paesi Bassi, con la canzone Arcade. Terza la Russia.

Secondo su 41

Su 41 Stati partecipanti, il nostro Mahmood, che rappresentava l’Italia, è arrivato secondo.

Dal 1956 ad oggi, ossia dalla fondazione dell’evento, l’Italia ha vinto nel 1964 con non ho l’età di Gigliola Cinquetti, poi è arrivata seconda nel 1974, di nuovo prima solo nel 1990 (con Toto Cutugno) e ancora seconda solo nel 2011. 

I media in Italia

Quindi, visto l’ottimo piazzamento del nostro Mahmood mi sarei aspettato non dico una prima pagina sui quotidiani nazionali, ma almeno un minimo di dibattito e di diffusione dell’ottima notizia. Invece silenzio assoluto. A parte qualche titoluccio su Repubblica, La Stampa e Il Fatto, nessuno ne ha parlato, nemmeno nei tg nazionali, dove la notizia, se viene data, appare solo marginalmente.

Eppure il nostro Mahmood è bravo, ha presentato magistralmente il suo brano e ha saputo reggere una competizione globale sfiancante e molto competitiva mantenendo sempre la sua lucidità e soprattutto umiltà.

Ma in Italia ciò non basta per chi è cittadino italiano ma c’ha una gradazione del colore della pelle leggermente più scura e origini straniere (ovviamente di Paesi non occidentali, quelli provenienti da Paesi occidentali li accogliamo sempre a braccia aperte).

I media nostrani ricevono l’ordine di non diffondere una certa notizia che potrebbe influire sull’opinione pubblica nei confronti degli extracomunitari (anche quando giuridicamente non lo sono), e loro obbediscono, perché sennò si potrebbe smontare il castello di razzismo che rapidamente si sta ricostruendo in Italia grazie a certe politiche autarchiche.

Non facciamoci fregare

Ma noi? Non lasciamoci fregare. E non caschiamo nel tranello leghista del business dell’accoglienza o dell’accogliamo le persone oneste e non i criminali, perché è solo propaganda.

La realtà è che il potere prolifera quando si alimenta la guerra tra poveri. Se ieri il potere leghista proliferava al Nord grazie all’odio verso il Sud, oggi, che ambisce al potere nazionale (ed europeo) alimenta la guerra tra italiani e stranieri (poveri) e nella guerra soccombono anche gli italiani stessi, quelli poveri.

Non caschiamoci. Lasciamo perdere tutte le differenze (anche perché noi italiani stessi siamo un meticcio di razze) e riconosciamo al nostro Mahmood il merito che ha. E io gli auguro di continuare a lottare, a cantare e a vincere.

Forza Mahmood!

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