Lo svapo secondo Hegel

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Se Hegel fosse vivo, oggi, direbbe che lo svapo è un fenomeno reale e razionale. Che, grazie al processo dialettico, è diventato, nella realtà, lo sviluppo in senso positivo del fumo, il quale – razionalmente – è storicamente superato o, comunque, superabile.

Quello che mi piace di Hegel è che il suo pensiero sul processo evolutivo è molto più concreto di quanto s’immagini. Tanti, troppi pensatori, lo hanno definito un idealista. Affatto. Il suo metodo è ben applicabile in ogni campo del reale e oggi lo cito in riferimento alla sigaretta elettronica, ma può essere applicato per ogni fenomeno umano, persino naturale. Un’altra cosa che mi piace di Hegel è che prende la filosofia eraclitea – che sotto molti aspetti è vicina alle filosofie orientali e distante anni luce da quella aristotelica, dominante in occidente – e la perfeziona.

Stringendo molto la filosofia di Hegel, il pensiero e la realtà sono regolati dalle stesse leggi. Quando il pensiero umano crea una realtà migliore di quella precedente vuol dire che il processo dialettico ha funzionato e allora avremo una logica più evoluta e reale e razionale coincideranno. Da qui il suo celebre motto: tutto ciò che è razionale è reale e tutto ciò che è reale è razionale.

Come funziona il processo dialettico?

Il processo dialettico, del divenire è composto, secondo Hegel, da 3 distinti momenti:

Tesi

Un certo fenomeno si trova in sé. Hegel lo definisce il momento astratto o intellettuale. Noi, per comodità, lo possiamo definire il momento in cui le cose stanno come stanno e la gente comincia a chiedersi perché stanno in questo modo.

Antitesi

Avviene la negazione e il fenomeno si trova fuori di sé. Per Hegel questo è il momento dialettico oppure negativo-razionale, in cui la realtà emerge nelle sue contraddizioni. Noi lo possiamo definire il momento in cui, dopo tanto riflettere e dopo esserci documentati, prendiamo consapevolezza e ci accorgiamo che le cose non vanno proprio bene, distinguendo razionalmente gli aspetti negativi delle cose.

Sintesi

Il fenomeno ritorna in sé, ma con un’accresciuta autocoscienza. Per Hegel è il momento speculativo oppure positivo-razionale, in cui la ragione supera le opposizioni, ritorna alla realtà ma prende quello che nelle precedenti fasi c’è di valido e di vero e si evolve, diventa più razionale. Noi possiamo dire che in questa fase prendiamo il buono dalle precedenti fasi e troviamo la soluzione migliore, esistente nel momento storico in cui viviamo.

Il processo dialettico nello svapo

Tornando al discorso sullo svapo, la tesi è il fumo di sigaretta, che diventa un piacere, un vizio, un bisogno. Tale bisogno resta attivo per diverso tempo, finché l’individuo non prende coscienza degli aspetti negativi del fumo, quali la tosse catarrosa, i problemi respiratori, l’alito puzzolente, i vestiti impregnati di puzza, i soldi buttati in fumo, i comportamenti deviati dal bisogno di fumare, ecc.

Il desiderio di fumare ma con meno pericoli è l’antitesi. L’astrarsi da sé e guardarsi dal di fuori, con oggettività, sfruttando l’intelletto, per soppesare gli aspetti positivi e negativi del fumo e provare le possibili alternative.

La sintesi è il ritorno in sé, ossia prendere il buono da entrambe le precedenti fasi e chiedersi: cosa c’è di meglio in questo momento storico che mi induca ad approfittare dei piaceri del fumo ma al contempo a superare almeno gran parte dei lati negativi?

Lo svapo è una tappa evoluta

Insomma, Hegel direbbe: in questo momento storico l’unico strumento che ti fa continuare a fumare al contempo evitando molti problemi relativi al fumo è la sigaretta elettronica. Lo svapo sarebbe, nella struttura hegeliana dell’essere, l’idea che ritorna in sé dal suo altro, ossia l’autocoscienza, che ricomprende in sé gli aspetti positivi del fumo e supera gli aspetti negativi.

Lo svapo è l’evoluzione in meglio del fumo. Nega gli aspetti negativi del fumo, ossia la sua tossicità, pericolosità e danni accertati alla salute. Ma mantiene gli aspetti positivi: la gestualità, la produzione di vapore caldo, il gusto (che si può variare) e la presenza di nicotina. E così il processo dialettico porta al superamento del fumo e al mantenimento e rafforzamento dello svapo in quanto momento successivo e più evoluto del fumo.

Il superamento dello svapo

Il momento della sintesi non è definitivo. Insomma, la sigaretta elettronica, per Hegel, è solo qualcosa di meglio del fumo, ma superabile anch’essa.

Per Hegel, infatti, il processo di superamento della logica non ha una struttura circolare. Non è che si ritorna al punto di partenza, migliorati, certo, persino evoluti, ma poi ci si ferma. Anzi. Il processo ha una forma di spirale, nel senso che la dialettica continua. Parte di nuovo dalla tesi, poi all’antitesi e alla sintesi, e via dicendo, all’infinito (o almeno finché non finisce l’umanità).

spirale

Il percorso a spirale dello sviluppo ci porta a immaginare che anche lo svapo sarà superato. Secondo l’impostazione hegeliana esso non coincide con l’Assoluto (ossia con qualcosa di definitivo). Anch’esso ha dei difetti e verrà superato grazie alla dialettica. La quale ritroverà gli aspetti negativi, quelli positivi e sintetizzerà il tutto in uno strumento migliore o in un’accresciuta percezione umana in grado di superare lo strumento o persino il bisogno di fumare o svapare. Tuttavia, in questo momento storico, rappresenta la tappa conclusiva del movimento dialettico che può portare la gente ad abbandonare definitivamente le bionde. Le quali, di sicuro, sono superate, antistoriche e fanno male (su questo c’è certezza, sullo svapo ancora no).

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