Le Wismec e lo squeezer, le new entry del 2022

Cari lettori vapers, è da un po’ che non scrivo qualcosa sul tema e la cosa mi è dispiaciuta parecchio. Il lavoro, le mille faccende quotidiane, gli interessi sempre nuovi e divora-tempo, sottraggono tempo e testa dall’aggiornare questo piccolo diario virtuale.

Ma ora siamo alla fine dell’anno e mi son detto “diamine, scriviamo l’ultimo articolo del 2022”, un articolo che sta in bozza da settimane e che oggi intendo ultimare.

Sia chiaro, dall’ultimo articolo sul mondo dello svapo (è passato un po’ di tempo…) non sono rimasto a bighellonare. Anzi! Ho continuato a testare hardware e liquidi, con l’intento di ricavarci un paio d’articoli.

E infatti questo è il primo di una miniserie di due articoli. Questo si concentrerà sull’hardware, aggiornandovi su chi entra e chi esce. Il prossimo riguarderà il test di una cinquantina di aromi che, dall’ultima volta, ho continuato a testare.

E’ passato tanto tempo dall’ultimo test perché, generalmente, quando acquisto un aroma concentrato, ne ricavo almeno 100 ml di liquido pronto (ma spesso anche 200, 300…), sicché è lunga testarne cinquanta, nonostante svapi come una ciminiera!

Ma questo sarà oggetto del prossimo articolo.

Oggi parliamo, dunque, di hardware.

Chi entra, chi esce

Ci siamo lasciati, l’ultima volta, il 18 ottobre del 2020, quando recensivo la Vstorm Trip mod e lo Steam Cave Aromamizer Lite RTA V1.5. Ebbene, pochi mesi fa, la mitologica Vstorm mi ha mollato ed è andata in un posto migliore (oddio, è divenuta un RAEE, quindi proprio migliore non è).

Per un po’ di tempo ho smontato il fedelissimo dripper Ammit MTL RDA della Geek vape e ho usato una vecchia box per alimentare l’Aromamizer, nell’attesa di sceglierne un’altra.

Poi, colpo di scena, l’Aegis Mod ha smesso di funzionare, così, di botto. Disperato, disperatissimo per l’abbandono così inaspettato e vestito a lutto, sono andato in un negozietto di sigarette elettroniche della zona e, un po’ per istinto, un po’ per provare qualcosa di nuovo, mi sono soffermato sulla Wismec Luxotic nc, un gingillo dal gusto retrò che tra poco commenterò.

Poi un altro colpo di scena. Per un paio di settimane ho tenuto l’Aegis chiusa nel cassetto, rifiutandomi di gettarla via, dopo due anni e qualcosa di onesto e fedele servizio.

Qualcosa dentro di me mi diceva di avere speranza.

E così, poco prima di portarla all’ecocentro, mi son detto: “massì, dai, prova di nuovo a vedere se funziona” e ho inserito le pile.

Magia! Si è riaccesa! E ora son tre settimane che è tornata in vita, in forma come un tempo. Un po’ consumata, ma sempre perfetta.

Tuttavia, nel frattempo, avevo già ricevuto in regalo un’altra box, curiosamente sempre della Wismec. Si tratta della Wismec Reuleaux Tinker 2, che l’acquirente ha preso – ammissione sua – perché è figa, non conoscendone le caratteristiche.

E ora mi ritrovo con due Wismec, marchio di cui – a dire il vero – finora non conoscevo nemmeno l’esistenza. E, onestamente, non me ne faccio una colpa.

Ma l’Ammit? Che fine ha fatto?

Ammit e Eleaf Pico squeezer, una combo perfetta
Ammit e Eleaf Pico squeezer, una combo perfetta

Non potevo certo tenere l’Ammit, un dripper così figo, parco nei consumi e perfetto nella resa aromatica, chiuso in un cassetto. Sarebbe stato un abominio.

Tuttavia, come scrivevo in passato, mi sfavava parecchio la pratica di refillarlo ogni 3 tiri, aprendo lo scomodo cappuccio ermetico e facendo attenzione a non far fuoriuscire il liquido ad ogni refillata.

E così, dopo aver consultato la rete, mi sono imbattuto nell’Eleaf Pico squeezer, una box senza troppi fronzoli, ma che funziona perfettamente.

Non ha display né settaggi di Watt, TC, bypass e altre menate simili. No. Decide tutto lei. Tu fai una certa coil di un certo amperaggio? Ebbene, lei calcola da sola quanta potenza buttarci per farla funzionare. Ho fatto un po’ di prove sia con il Kanthal che con il SS 316 e pare che l’acciaio non le vada a genio, perché in fondo è una box guanciosa, sicché il Kanthal, con 6/7 spire va più che bene.

La refillo una volta al giorno e la batteria (una sola, 18650) dura altrettanto. Sì, perché consuma poco e il tank è di 6,5 ml. Una cisterna per una box di guancia.

Praticamente ‘sta Pico è una box da guancia senza troppe pretese ma versatile e comoda. Del resto ho già avuto una buona esperienza con una Eleaf, che ancora funziona dopo 4 anni e devo dire che, finora, la Eleaf non le sbaglia.

L’unica cosa che mi sdubbia è il serbatoio in PVC che, premendolo alla lunga, rischia di spaccarsi. Ma è in plastica morbida, sicché prevedo che si consumerà in un annetto circa.

Cosa peraltro trascurabile, perché le plastiche che contengono roba che si ingerisce andrebbero cambiate periodicamente, indipendentemente dal loro stato di conservazione. In rete si trovano i serbatoi di ricambio a pochi euri.

La Luxotic nc con Guillotine V2

WISMEC LUXOTIC NC with Guillotine V2
WISMEC LUXOTIC NC with Guillotine V2

Ora veniamo all’ultima novità. La Luxotic nc è una box dallo stile retrò, con decorazioni tipo avorio e inserti in acciaio, molto bella visivamente e che non passa certo inosservata. Pesantuccia, ma maneggevole. Può contenere o due batterie 20700 o, con gli adattatori in dotazione, due batterie 18650.

Di curioso ha che puoi usarla in modalità parallelo, cioè in automatico (decide lei la potenza) o in serie (decidi tu la potenza), usando una rotellina meccanica, in plastica, che va da 1 a 8 Volt, però i voltaggi non sono segnati con scritte o tacche, devi andare un po’ a naso.

L’ho scelta anche perché è totalmente rigenerabile. E’ dual coil e puoi montarci tranquillamente Kanthal, acciaio e altre leghe, se ti piacciono, ma fa le bizze con i twister, sicché non li ci puoi montare sopra. Non avendo settaggi controllabili dall’utente (funziona praticamente come la pico squeezer) devi andare un po’ a occhio.

Veniamo subito ai punti di forza e di debolezza.

Punto di forza della Wismec Luxotic nc

Particolare del Guillotine V2
Particolare del Guillotine V2

L’ho adottata come tester per gli aromi. La resa aromatica è eccezionale. Questo perché è dual coil e non ha il tank. In pratica va refillata di continuo e ciò permette di svapare l’aroma senza che questo si perda nei lunghi percorsi che deve fare dal tank al drip tip. Con una svapata fai un nuvolone che ci può piovere e assapori l’essenza pura dell’aroma. Insomma, ne gusti l’anima e senti tutti i dettagli dell’aroma, quelli che, spesso, con altri atom, si mischiano e si perdono nell’oblio del vapore.

Punti di debolezza

Già dal titolo, in plurale, capisci che ce ne sono più di uno.

Partiamo da quanto appena detto. Va refillata di continuo. E’ uno stress e ciò significa che non ti puoi permettere di portartela in giro. E’ buona da usare a casa, dopo cena, per rilassarti sul divano e dove puoi permetterti di refillarla una o due volte, al massimo. Dopo ti sfavi e la lasci lì, sul tavolino, finché non ti tornerà la voglia di ripetere l’operazione.

Il secondo: consuma un botto le batterie. Cioè, se ci svapi l’abbastanza, non durano un giorno. Questo, certo, dipende dal tipo di filo che ci hai montato.

Ma anche dalla box.

Ho provato a montare le stesse coil su un altro atom, di un’altra box, e il risultato è stato che le batterie (le stesse, ovviamente) son durate un giorno e mezzo. Rifatto il test, con stesso filo e stesse batterie, stesso utilizzo, il risultato non è cambiato: durano appena un giorno.

Questo usandolo in modalità parallelo.

In modalità serie l’ho usata pochissimo. Per andare bene in modalità serie, devi farci una rigenerazione perfetta, sennò non ti funziona. Il led rosso lampeggia e questo sta per “qualcosa non va”, sicché devi rismontare tutto, rifare le coil, rimontare, cambiare cotone e sperare che vada.

Troppi sbatti.

Altra nota dolente? Perde. Ergo non la porti in giro. Se la tieni capovolta, il liquido fuoriesce dal drip tip.

Ma perde pure dalle asole laterali (quelle dell’aria).

Dalle stesse asole perde pure se la refilli troppo. E come fai a capire se è troppo o poco? Non lo capisci.

Siccome da fuori non vedi quando il mini-micro-tank è pieno e devi andare a occhio, quasi sempre ti sbagli. Questo perché vorresti riempirla tutta per evitare di refillare ogni tre secondi, quindi per paura di restare in secca dopo due tiri, ci vai giù pesante.

Ed esageri.

Sicché, quando rimonti il cappuccio, il liquido in eccesso fuoriesce e devi tenere sempre a portata di mano il tovagliolo per pulire box, mani e sputazza mentre bestemmi il calendario.

Ma quanti sbatti?

La Wismec Reuleaux Tinker 2

Wismec Reuleaux Tinker 2
Wismec Reuleaux Tinker 2

E ora veniamo all’ultima arrivata in casa barbuta. Questa box, regalatami di recente, è davvero figa a vederla. E’ anche molto intuitiva nei settaggi. Nonostante disponga di un piccolo schermo, si naviga facilmente tra le funzioni. I tasti sono solidi e l’assemblaggio generale pare altrettanto solido.

Lo schermo della Wismec Reuleaux Tinker 2
Lo schermo della Wismec Reuleaux Tinker 2

La box ti permette pure di settare data e orario. Cafonata inutile, perché tra orologio, smartphone, smartwatch e la scusa di chiedere l’ora ad un(o/a) passante per attaccare bottone, proprio non abbiamo bisogno dell’orologio sull’ecig, ma tant’è. Ci può anche stare.

Come al solito, monta le classiche due batterie 18650 che durano, svapando non c’è male, poco più di un giorno.

Peccato che… mi sia morta dopo nemmeno pochi giorni dall’utilizzo. Per fortuna il rivenditore, a quanto pare, se l’è ripresa indietro, riscontrando il problema, ma non ha dato spiegazioni. Probabilmente si sarà bruciato qualche circuito, perché ha smesso di funzionare così, di botto, senza dare preallarmi.

Non so se è colpa dello specifico esemplare o c’è stato qualche errore di progettazione. Non avendo dati o big dati sufficienti da analizzare, non posso dare giudizi.

Però, prima di riconsegnarla, un giretto in rete l’ho fatto e ho trovato questo video

Dunque qualche dubbio me lo porrei su questo specifico modello.

E niente, tutto qui. Con questo si concludono le recensioni degli ultimi gingilli svapanti. Oggi sono breve, anche perché c’ho da preparare il cenone e andare a faticà. Ma ci tenevo a scrivere l’ultimo (di pochissimi) articolo del 2022. Con la speranza che l’anno nuovo mi porti due neuroni in più per scrivere meglio e più di frequente. Questo è il mio proposito per l’annocheverrà.

Buona fine e buon principio, cari quattro lettori. Ci si ribecca l’anno venturo.

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