L’auto ibrida conviene davvero?

auto ibrida plug-in

L’automotive green oggi va parecchio di moda e rispetto agli anni in cui possedevo un’auto ibrida (fino al 2015) l’interesse verso l’ibrido e l’elettrico è cresciuto parecchio. I motivi sono tanti, da un lato il progresso tecnologico che spinge verso autovetture sempre più complesse e sempre meno dipendenti da fonti fossili, dall’altro le spinte politiche interne, europee e internazionali che puntano a minori emissioni di polveri sottili e ad un connubio tra mobilità e rispetto dell’ambiente (anche se su questi punti ci sarebbe da disquisire, ma ne ho parlato qui in riferimento alle auto elettriche).

La prima casa automobilistica che ha sviluppato un motore ibrido è stata Toyota, nel lontano 1999, con la Prius. La filosofia di fondo di quest’autovettura era praticamente l’opposto di quanto in realtà si è ottenuto con il lancio sul mercato, ossia un’auto spinta da motore elettrico in cui il motore termico fa da supporto. Nei fatti l’ibrido, fino ad oggi, funziona al contrario: l’elettrico fa da supporto al termico.

Il pubblico accolse con freddezza sia la filosofia di fondo di Toyota sia il prodotto di questo concetto, la Prius.

Del resto quegli erano anni in cui iniziava timidamente ad affacciarsi la questione ambientale e, anche se si parlava da anni di esaurimento delle fonti fossili, alla gente poco interessava la questione. La benzina in italia costava circa 1.700 lire al litro, mentre il gasolio 1.300 lire. Da lì a poco ci saremmo ritrovati in Europa, ma comunque negli anni a venire, almeno fino agli inizi del 2005, il costo della benzina al distributore si aggirava tra i 95 centesimi e l’euro e dieci (per poi aumentare progressivamente e inesorabilmente) e le auto a basse emissioni e a bassi consumi non erano diventate ancora un’esigenza collettiva.

Non parliamo degli USA, la cui politica dei prezzi del carburante è stata sempre quella di offrire il prezzo più basso (anche a costo di andare a prendere i giacimenti petroliferi in casa altrui). Difatti il prezzo medio della benzina si è sempre attestato in media tra i 50 e i 70 centesimi al litro (nei periodi peggiori non ha mai superato gli 85 centesimi al litro).

Poi, con l’avvento delle battaglie ambientaliste, subito sposate dai divi di Hollywood, l’esigenza di mostrare al mondo i simboli del rispetto dell’ambiente li orientò verso la Prius, per lungo tempo l’unica auto ibrida prodotta al mondo. E così vedere Brad Pitt alla guida di una Prius la elevò a status symbol e da allora le vendite della Prius impennarono.

La filosofia di Toyota è stata anche quella di condividere con tutti il progetto ibrido, per cui pubblicò gli schemi e le specifiche tecniche della Prius.

Negli ultimi anni, con il progresso tecnologico, lo sviluppo della filosofia di Tesla, l’acuirsi delle battaglie ambientali e le politiche europee e internazionali, molte case automobilistiche, sfruttando anche la tecnologia Toyota open source, hanno deciso di puntare sull’ibrido e l’elettrico e oggi questa tecnologia è diventata di tendenza.

Come funziona un motore ibrido

auto ibrida come funziona
Come funziona un motore ibrido. Fonte: http://motori.corriere.it/motori/ibrido/notizie/auto-ibrida-cos-e-come-funziona-b0aa697a-bd89-11e6-baf7-67c98c233e3d.shtml

Premesso che esistono diverse tecnologie per far funzionare in parallelo due motori (quello termico e quello elettrico), i modelli più diffusi si rifanno alla tecnologia Toyota, per cui il motore termico lavora in abbinamento a un propulsore elettrico che funge da supporto nelle fasi di sforzo e nelle partenze da fermo.

Quando le batterie hanno una carica sufficiente, consentono al mezzo di marciare senza uso del motore termico e quindi a zero emissioni e zero consumi e permettono al motore di spegnersi nelle fasi di arresto e di ripartire senza azionare il motore termico.

Le batterie non arrivano mai alla carica o scarica massima, perché quando cariche, il motore elettrico funziona, mentre quando sono in fase di scarica una minima riserva di energia si mantiene sempre e comunque.

Tranne in casi molto particolari (che vedremo tra poco) la ricarica è continua e si basa sull’energia cinetica ottenuta in fase di decelerazione e sul recupero dell’energia in fase di frenata.

Il motore a combustione, quindi, ricarica le batterie e, per il resto, si comporta come qualsiasi altro motore termico.

Differenza tra auto ibrida, plug-in ed elettrica

Fatte queste dovute premesse ora andiamo a vedere la differenza tra auto ibrida classica (detto anche full hybrid) e auto ibrida plug-in (novità introdotta da qualche anno, per migliorare l’efficienza dei motori ibridi).

Auto Full hybrid

L’ibrido classico si basa su quanto sopra detto e quindi l’energia elettrica la prende in due casi: dal movimento dell’auto e dalla frenata. Nel primo caso, in base alla mia esperienza, so che occorre sollevare il piede dall’acceleratore, durante la marcia, per permettere l’accumulo di energia e, quindi, la ricarica delle batterie. Ma probabilmente questo aspetto è stato migliorato con gli ultimi modelli. Nel secondo caso l’energia si accumula grazie alle frenate, per cui il calore generato dalla frenata non si disperde ma viene trasformato in energia elettrica.

Auto Ibrida plug-in

Un’innovazione introdotta negli ultimi anni è l’ibrido plug-in, per cui le batterie dell’auto vengono ricaricate non solo da frenata e decelerazione, ma anche da una rete esterna, ossia dalla presa della corrente di casa o dalle colonnine di ricarica ormai diffuse in molte città e in alcuni tratti stradali e autostradali.

ibrido plug-in

Di solito la ricarica dura 3-4 ore e, grazie a batterie più potenti rispetto al passato, permette la marcia in sola energia elettrica anche per 50-60 km e anche a velocità elevate (si riesce a raggiungere anche gli 80 km/h senza far entrare in funzione il termico).

Di solito le case automobilistiche forniscono anche il cavo per la ricarica. Dato che si tratta di un cavo particolare, con requisiti imposti dalla legge, è necessario richiederlo appositamente qualora non sia compreso nel mezzo (tipo se si acquista un’auto usata), perché non è facile trovarlo usato in commercio e, se si trova, ha un costo molto elevato (circa 300 euro).

I costi della ricarica

Attenzione! Comunemente si crede che i parcheggi per le ricariche delle auto ibride plug-in siano gratuiti, come gratuita è anche la ricarica. Niente di più falso! Per ricaricare un’auto plug-in si paga non solo il costo della corrente consumata, ma anche il servizio, che normalmente include il costo del parcheggio.

Se il servizio è offerto da Enel e si vuol fare l’abbonamento, occorre munirsi di una card per sbloccare la colonnina e permettere la ricarica e il costo del servizio si aggira sui 25/30 euro al mese. In altri casi, invece, il costo della ricarica si calcola al minuto o al KWH e le tariffe variano di molto. In questo caso si può usare o una card o un’app.

Per esempio E-go fa pagare 3 centesimi al minuto, mentre Enel fa pagare 40 centesimi a KWH. E’ sempre bene informarsi prima di portare l’auto a caricare! In media comunque un ciclo completo di ricarica può costare tra le 7 e le 10 euro.

Se prendiamo il costo più basso di un ciclo di ricarica (ossia 7 euro) e facciamo un calcolo sui km che si riesce a fare con le batterie cariche (ossia circa 60 km), possiamo ottenere una media di 11 centesimi a km. Con il GPL faccio 8 centesimi a km. Veda un po’ lei.

Elettrico

Premesso che ho già accennato in questo articolo la mia diffidenza verso le auto elettriche pure, dirò solo che la questione merita un articolo a sé e che al momento posso dire di non aver mai provato un’auto elettrica, ma che pressappoco valgono le considerazioni fatte in riferimento all’ibrido plug-in, soprattutto riguardo i costi di ricarica.

Ma non va nemmeno trascurato il problema della diffusione delle colonnine di ricarica, dato che al momento non tutte le città ne dispongono (per non parlare dei paesini) e che, anche quando ci sono, sono comunque poche. E in autostrada abbiamo lo stesso problema. In alcuni tratti sono assenti. E che succede se facciamo un viaggio in autostrada, su un lungo tratto in cui non ci sono colonnine (penso, per esempio, all’A1 Napoli-Roma o alla SARC) e la macchina si scarica?

Quando conviene l’ibrido

auto ibrida plugin

Ora valutiamo quando conviene e quando non conviene un’auto ibrida. Sempre premesso che si tratta di mie esperienze personali e di approfondimenti fatti sia sul web sia confrontandomi con altri possessori di auto ibride.

Brevi tratti e velocità media non superiore a 70/90 km/h

Sfatiamo subito un mito ricorrente: non è vero che il motore termico entra in funzione dopo che si superano i 50 km/h. O almeno non è una regola ferrea. Nella mia esperienza posso dire che il motore termico entra in funzione anche a 30 km/h o addirittura posso superare i 70 km/h senza mai far entrare in moto il termico. Tutto dipende dallo stato di carica delle batterie e dallo stile di guida.

Se guido con le batterie abbastanza cariche (e lo posso vedere in tempo reale sul display) e, in base alle condizioni del traffico, sono costretto a frenare ogni tanto e a decelerare, riesco a starci dentro. In questo modo, infatti, permetto una ricarica continua delle batterie e riesco a superare benissimo i 50 km/h e arrivare a velocità più elevate senza l’uso del termico. Questo entrerà in funzione quando le batterie ridurranno la carica o quando, ovviamente, pigerò di più sull’acceleratore.

Con la mia vecchia Prius, stando a quanto indicava il computer di bordo, riuscivo a stare in media sui 24/25 km al litro. Quindi un consumo di 4 litri ogni 100 km. Niente male, se si considera che con la mia attuale auto a GPL consumo di più (qui l’analisi della convenienza del GPL).

Attenzione! Mi riferisco al confronto tra una full hybrid e il GPL, non sto considerando (come ho fatto poc’anzi) il costo della ricarica di corrente!

Questi consumi li ottenevo solo in un caso: quando guidavo in tratti abbastanza brevi, su strade provinciali o statali, andando al massimo a 90 km/h e girando pochissimo in città, in mezzo al traffico.

Sì, perché il full hybrid dà il meglio di sé quando raggiungi una velocità tale che puoi permetterti di decelerare spesso e ottenere una ricarica più rapida delle batterie. Quindi se, per esempio, lungo una provinciale raggiungo i 70 km/h e ogni tanto decelero e freno, le batterie sono sempre in una carica ottimale e permettono al termico di essere aiutato e, addirittura, di viaggiare con il solo motore elettrico.

Quando non conviene l’auto ibrida

Uso prevalente in città

In base a quanto detto prima, si capisce che l’uso prevalente in città di un’auto ibrida è assolutamente sconsigliato. Perché in mezzo al traffico non riusciamo a far ricaricare le batterie alla nostra ibrida. E’ vero che le continue frenate necessarie nel traffico cittadino ci permettono di recuperare un po’ di energia, ma non sufficiente a permettere una ricarica ottimale. E quindi, usando l’auto prevalentemente in città, le nostre batterie avranno sempre una carica bassa e il motore termico entrerà spesso in funzione, come una sorta di stop&go continuo, che – tra l’altro – stressa il motore termico.

Uso prevalente in autostrada

Stesso discorso vale se si usa l’ibrido prevalentemente in autostrada. In questo caso, data l’alta velocità (che di solito è superiore ai 90 km/h), il motore termico sarà sempre in funzione, mentre l’elettrico farà solo da aiutante al termico, non consentendo però di ridurre i consumi. Ecco che durante i miei spostamenti autostradali mi rendevo conto del crollo del consumo medio che passava addirittura dai 25 ai 19 km/l. E nei periodi in cui usavo l’auto solo in città dopo un lungo viaggio autostradale i consumi scendevano fino ad arrivare anche ai 17 o 18 km/l.

E’ chiaro che con questi consumi l’auto ibrida non ha più senso, perché o ad alte o a bassissime velocità, le batterie non si ricaricano in modo efficiente e quindi l’elettrico non serve a nulla. Anzi, in questo caso si sente tutta la pesantezza dell’auto (dovuta al fatto che sono presenti molte batterie e molto pesanti) e l’inutilità di un doppio motore.

Le batterie dell’auto ibrida si consumano presto?

Quasi tutte le case automobilistiche garantiscono le loro batterie per almeno 10 anni. Toyota dice che praticamente durano quasi quanto il ciclo di vita dell’auto. Però posso dire che già dopo i primi 100.000 km si sente la differenza rispetto al passato e si nota una minore efficienza delle batterie. Ogni casa permette di far controllare lo stato delle batterie mediante le proprie officine autorizzate e, nel caso abbiano perso di efficienza, le sostituisce a prezzi agevolati. Ma attenzione, perché il costo del battery pack può superare benissimo le 2000 euro, oltre manodopera. Quindi calcoliamo anche questa possibilità nel caso in cui acquistiamo un’ibrida usata.

Per concludere

Secondo me il motore full-hybrid oggi rappresenta la più valida alternativa ai motori tradizionali (soprattutto diesel) ed è molto meglio di un motore completamente elettrico, perché non consuma corrente e, anzi, la recupera soltanto, mentre l’ibrido plug-in o, peggio, l’elettrico, costa di più e comunque prende l’energia praticamente da fonti fossili, quindi nel complesso emette più CO2 persino di un diesel (vedi quest’articolo per approfondire). Tuttavia conviene solo in certi casi e con stili di guida molto tranquilli. Se si prevede un uso sportivo o un uso prevalente in città o autostrada è assolutamente sconsigliato.

In questi casi è consigliabile optare per il GPL (pur con tutte le criticità evidenziate qui) o per il metano. Anche l’idea di un benzina di ultima generazione può essere una soluzione. Bisogna sempre vedere i consumi dichiarati dalla casa, quelli ottenuti dai test dei giornalisti del settore e le emissioni di CO2 dichiarate. Inoltre bisogna sempre scegliere l’auto in base alle proprie esigenze e abitudini e non seguendo le mode del momento. Perché l’auto costa e tanto anche. Quindi è meglio saper scegliere anche con un occhio al portafogli e non solo agli spot pubblicitari.

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26 thoughts on “L’auto ibrida conviene davvero?

  1. Ciao, bell’articolo dopo che ho letto anche quello sul GPL.
    Ora sto per comprare un’usata, e sarei propenso al GPL appunto, faccio città, autostrada se viaggio, ma comunque non supero i 10000 all’anno. Mi accontenterei quindi di una Punto, per esempio, GPL che si trova a prezzo conveniente. Altrimenti un benzina come una honda, Jazz 1.4 automatica, ad esempio, ma non ultima serie: dato che tu consigli benzina “di ultima generazione”, cosa diresti? Inoltre se le due auto usate hanno pià o meno lo stesso prezzo, quale sceglieresti?

    1. Bella domanda…hai posto un quesito non di facile soluzione…Così, a sentimento, direi che un’honda jazz 1.4 con cambio automatico potrebbe essere più conveniente di una punto, non fosse altro perché i motori honda sono molto più affidabili di quelli FIAT, soprattutto quelli precedenti l'”era Marchionne” (che tutto gli si può dire, ma le macchine le sapeva fare). Però, dopo aver letto i consumi medi della Jazz (quasi 19 km/L) direi che forse è meglio il GPL. Con 10000 km annui te lo ripaghi in molto tempo e devi anche considerare che le FIAT subiscono il richiamo del meccanico più delle Honda…però dai, se fai pochi km penso che una Punto può essere una soluzione. Ma la Punto che hai scelto che motorizzazione ha? Se parliamo della stessa cilindrata, stesso anno e costo di acquisto più basso, forse la Punto è la scelta migliore…

      1. Ciao grazie della risposta puntuale! Sì ho fatto appunto quel ragionamento. Naturalmente la punto (ci sono 1.2 GPL vendute anche a mille eur in meno della Honda) è un’altra auto, meno accessoriata e col baule meno spazioso(questo mi premeva): ma anche se fosse allo stesso prezzo…alla fine risparmierei cmq e mi ripagherei ampiamente le revisioni ecc, credo, con il GPL… Parliamo di entrambe auto con 50000km del ‘14,15,16…

        1. Su confort e tecnologia delle auto giapponesi non si discute. La FCA si è messa in pari solo negli ultimi anni e solo su alcuni modelli. Se devo essere sincero la Punto non mi è mai piaciuta, ho sempre optato per le orientali che hanno motori più affidabili. Comunque so che sulle 12.000 euro si trova pure l’Honda Jazz 1.3 a GPL. Non so qual è il tuo budget massimo, ma potrebbe essere un ottimo compromesso…

  2. quindi ad oggi i carburanti più economici sono il metano e poi il GPL. Si può mettere l’impianto a metano nelle nei nuovi mini SUV come ad esempio Kona o Xceed?

    1. ciao Amedeo, GPL e metano sono i più economici relativamente al tipo di utilizzo che si fa con l’auto. Nel mio caso il GPL è diventato più economico nell’utilizzo prevalente in città, ma se vado in autostrada per lunghi tratti spendo di più di quanto spendevo con l’ibrida. Venendo alla tua domanda, non saprei se su un SUV come la Kona o la Xceed si può installare un impianto a metano, chiedi ad un installatore. Ma ti suggerisco di girarne più di uno, perché non tutti hanno le competenze per installare impianti su motori più complessi. Ad esempio, quando volevo installare un impianto GPL sulla Prius, girai mezza Italia e nessuno era capace, poi trovai un installatore a Brescia che sapeva farlo. Se ti dicono “non si può fare”, tu prova ancora a chiedere e vedrai che prima o poi uno lo troverai…

  3. Ciao!
    Ho letto tutto l’articolo e mi ha fatto veramente molta più chiarezza rispetto a molte altre notizie che si leggono in giro. A questo punto ti chiedo un consiglio: avendo io una vecchia Fiat Ulysse diesel del 97 (usata pochissimo…ha solo 120mila km), mi conviene passare al gpl o all’ibrido, con gli incentivi?
    Mi piace tantissimo la Toyota CHR, ma non so se mi convenga, visto che effettivamente l’uso che ne faccio non è così ampio (una media di 150-200km a settimana)

    1. ciao Marco, grazie per il tuo commento. Beh, con circa 10000 km l’anno a occhio e croce direi che un’auto ibrida la ammortizzi in molto tempo, ma il punto non è tanto quanti km fai, ma come. Se la usi prevalentemente in città ti sconsiglio l’ibrida, molto meglio un buon gpl o metano già preinstallato dalla casa. Valuta anche la vicinanza di stazioni di servizio gpl o metano e la capienza del serbatoio. Se invece usi l’auto in percorsi misti e la usi poco in città, l’ibrido potrebbe essere una buona soluzione. Non ti nascondo che adoro la Toyota CHR e, in generale il design, l’affidabilità e il confort delle Toyota, ma le auto di oggi mi sembrano tutte meno affidabili da quando, intorno al 2012, è iniziata la corsa al downsizing, cioè a ridurre cilindrata, consumi ed emissioni progettando motori a 3 cilindri. Beh, sarò antico, ma preferisco i 4 cilindri. Ecco perché non sono proprio convinto e penso che mi butterò su un usato di prima del 2012 e nei prossimi anni valuterò l’affidabilità delle auto a 3 cilindri…

  4. Buongiorno ho letto anch’io il suo bel articolo molto interessante e vorrei chiederle un consiglio.
    Io vorrei cambiare macchina e sarei interessato a prendermi una di queste tre macchine,ma se lei me ne consiglia anche altre vado volentieri a vederle.
    La Toyota CHR ibrida
    La Hyundai Kona sempre ibrida
    La Opel Mokka gpl.
    All anno percorro 10/15 mila chilometri in strade soprattutto urbane ed extraurbane,qualche volta autostradali senza pigiare molto sul pedale, grazie davvero x la sua risposta e le auguro una buona giornata

    1. ciao Simone, grazie per il tuo commento. Come ho già detto nel precedente commento, ho un debole per le Toyota e mi piace in particolare la CHR, che ha consumi medi tra i 4,5 e i 5 l/100 km. Ma non sopporto l’idea – ormai diffusa tra tutte le case automobilistiche – di produrre auto a 3 cilindri e di bassa cilindrata. Considerando quest’aspetto forse la Kona è l’auto migliore tra le 3 e ha consumi reali tutto sommato accettabili (5 l/100 km su percorso misto). La Mokka, sinceramente, non mi piace molto, anche se la versione GPL ha dei consumi reali più o meno simili alle altre due. Un mio caro amico ha preso la Duster GPL e potrei consigliarti di darle un’occhiata: internamente è molto accessoriata e ha un buon serbatoio GPL. I consumi sono di circa 11/12 km al litro e più o meno si attesta sui consumi delle altre tre. Vedi un po’, considerando il tuo tipo di guida sono tutte delle scelte valide.

  5. Buongiorno e grazie per dispensare consigli, percorro circa 8 km al giorno per andare e tornare dal lavoro, autostrada pochissima e guida tranquilla. Ho fatto un preventivo per la Kona Hybrid e per curiosità l’ho fatto fare anche per le versioni diesel e benzina pura con cambio automatico. Il prezzo con la diesel è praticamente uguale mentre palla benzina pura ci passano circa duemila euro . Non nascondo il mio interesse per la ibrida in quanto la tecnologia applicata mia affascina molto ma duemila euro anche mi affascinano di più nelle mie tasche, non è una scelta facile ma la mia multipla JTD non è più sostenibile per le mie percorrenze, quale scegliere? Grazie anche per la dritta sulle ibride usate e le batterie ,stavo giusto vedendo un’usata per risparmiare un po’. Grazie ancora Marcello

    1. Ciao Marcello, grazie per il tuo commento. Anzitutto ti sconsiglio il diesel. Se gli scenari geo-politici ed economici saranno quelli che si prospettano all’orizzonte, il carburante diesel sarà – nei prossimi anni – sempre più caro e alla lunga scomparirà. Già adesso viene disincentivato l’uso di motori diesel (fino a euro 3) in alcuni comuni d’Italia e le case automobilistiche stanno disinvestendo sempre più sulle tecnologie diesel per investire sull’ibrido e sull’elettrico. Le auto nuove a motore diesel sono quelle già prodotte e che stanno cercando di smerciare, a volte, come in questo caso, con prezzi più bassi rispetto al motore a benzina. Il prezzo uguale dell’ibrida è presto spiegato: vogliono al contempo incentivare l’ibrido e togliersi di mezzo i diesel. Presto i prezzi dei motori diesel crolleranno, ma al momento sono tenuti competitivi ma fermi per evitare crolli di profitto, almeno fino a quando i blocchi alla circolazione non riguarderanno anche gli euro da 4 in poi. Non è da escludersi, nelle prossime manovre, anche un aumento del bollo per motori diesel.
      Venendo alla tua richiesta, non me la sento di suggerirti l’acquisto di un’auto nuova. Se calcoliamo le percorrenze che fai per il lavoro e ci mettiamo qualche km in più che farai nel fine settimana e per le ferie, arriviamo a 10.000 km l’anno? Sul mercato ci sono ottimi usati, anche di auto ibride o benzina e GPL a buon mercato e secondo me l’idea di un usato garantito non è da scartare. Sull’usato garantito ci risparmi tanto e hai comunque un anno di garanzia dalla concessionaria. In più ammortizzi prima il costo d’acquisto. Secondo me è la scelta più opportuna, però è solo il mio punto di vista.

      1. Grazie per i tuoi suggerimenti, avevo già escluso il diesel ma resto incerto fra usato di categoria C o nuovo categoria B ,differenza un migliaio di euro a favore della seconda categoria. Il dubbio era fra ibrido o benzina normale, escludendo il metano e il gol adatti magari a percorrenze più lunghe. Ancora grazie e complimenti per il tuo blog.

        1. In realtà non disdegnerei il GPL, perché può essere un’opzione valida se fai tragitti brevi, prevalentemente in città. Come ho già detto altre volte, l’ibrido lo sconsiglio vivamente in caso di uso prevalente in città. Anche se la Kona ha un sistema intelligente che calcola il tipo di guida ed in base ad un complesso algoritmo eroga energia in modo modulare, per ottimizzare i consumi, resta pur sempre un’ibrida con pesanti batterie che si scaricano presto e in città si sente tutto il peso del suv e delle batterie installate. Nella migliore delle ipotesi la kona ti farà un 5 o 5.5 l/100 km, mentre nelle peggiori arrivi a consumare come un suv normale, cioè puoi anche arrivare a 6.5 o addirittura 7 l/100 km. Mentre con il gpl i consumi sono più costanti e in città senti meno la differenza di consumi, anche su un suv.
          Mi permetto di darti un parere del tutto personale: tra un’auto nuova di categoria B e un’usata (garantita) di categoria C, a occhi chiusi opto per quest’ultima. Parere personale dettato dal fatto che preferisco un segmento più alto e – magari – con più accessori, sempre che l’usato sia garantito. Se opti per una nipponica, con un tagliando l’anno vai sicuro. Io con le mia Toyota ci ho percorso tutta l’Italia senza mai avere un problema, con circa 250 euro all’anno di tagliando. Ma ti parlo di quel bel periodo in cui i motori erano a 4 cilindri. Ora con quest’incognita dei 3 cilindri non saprei azzardare un consiglio…
          In bocca al lupo e buon acquisto 🙂

  6. Buonasera! Molto interessante e chiaro l’articolo.
    Visto i commenti vorrei chiedere invece un’opinione su

    -SUZUKY IGNIS HYBRID
    -TOYOTA YARIS HYBRID
    -SUZUKY IGNIS GPL

    Per lavoro percorro 70km al giorno su statale (tratti scorrevoli con rotonde frequenti e limiti tra 50-80 ) per arrivare in città, dove percorro altri 10 km giornalieri in un corso grande con semafori, ma in orari poco trafficati rimane scorrevole. In più vivendo fuori città giro nel centro abitato per semplici spostamenti sui 50km/H con semafori e brevi tragitti. L’autostrada la uso solo per alcuni spostamenti più lunghi per brevi weekend.
    Quindi sull’uso quotidiano la ibrida mi sembra essere adatta, ma cosa succede quando ci si sposta di qualche centinaio di chilometro in autostrada? Il motore 1.200 è sufficiente a non avere cali di potenza? Anche se viaggia raramente in autostrada rimane un punto a sfavore per la scelta di un’ibrida?
    Grazie per l’aiuto
    Margherita

    1. Ciao Margherita, grazie a te per aver fornito indicazioni così precise da permettermi di darti un suggerimento più mirato.
      Mi pare di capire che l’uso prevalente dell’auto è su statale, mentre in città fai qualche decina di km, ma tutto sommato in modo più o meno scorrevole. Sulla base di ciò un’ibrida mi sembra un buon compromesso, anche perché in un anno tu farai più o meno 18.000 km per lavoro e altri 10.000 su strada urbana, giusto? Ora chiediti: quanti km faccio all’anno su autostrada? Se parliamo di poche migliaia di km, non incideranno pesantemente sulla media dei consumi. Se tra urbano ed extraurbano riesci a stare, per esempio, sui 25 km/l, qualche viaggio autostradale di poche migliaia di km annui, ad una velocità media di 110 km/h, ti farà calare a 23 km/l. Il punto è capire la prevalenza dell’uso annuo di una vettura.
      Per quanto riguarda i modelli, sono tutte e due scelte valide (escludendo il gpl che, in questo caso, è superfluo), ma – parere personale – opterei per la Yaris, sia perché i motori Toyota sono più sicuri, sia perché consuma leggermente meno rispetto alla Ignis. Certo bisogna considerare anche il fattore “gusto” e so che oggi vanno di moda i suv, ma personalmente, siccome detesto i suv e conosco bene l’efficienza dei motori Toyota, opterei per la Yaris, ma de gustibus… 😉

  7. Grazie dei consigli, davvero utili quando si sta per fare una spesa così importante come quella che riguarda l’auto.
    Anche io non amo i Suv per niente!! ma la Suzuki Ignis -nonostante venga presentata come un “mini suv”- nella realtà ha le dimensioni di una Panda!!! 🙂

    1. Si, ho avuto modo di provarla per gentile concessione di un amico e mi sono accorto delle dimensioni molto compatte e anche dell’ottima guidabilità, ma mi riferivo alla linea estetica. Comunque, al di là del gusto estetico, personalmente ho sempre preferito i motori Toyota per l’affidabilità. Quindi non ti so dire se, alla lunga, i nuovi motori a 3 cilindri saranno affidabili. Per quanto mi riguarda, fino a che sarà possibile, opterò per le usate a 4 cilindri 😉

  8. Salve, complimenti per l’articolo. Devo cambiare l’auto, al momento ho un Nissan qashqai 2.0 dci 150cv 4×4 del 2009, i consumi sono di circa 15km/l. Io vivo su un’isola quindi no autostrade e no città, strade con molte curve, salite e discese, quindi frenate e decellerazioni. Faccio circa 18000 km l’anno
    . Per questo Stavo pensando ad una ibrida, nello specifico la kia niro. Volevo sapere se mi consiglia una ibrida per la tipologia di uso e quanti km/l potrei fare su questi tipo di strade

    1. ciao Andrea, il tuo commento mi ha ricordato un discorso fatto qualche tempo fa con un carissimo amico trentino, che possiede una Suzuki Swift ibrida e percorre strade come le tue: discese, salite, principalmente su strade extraurbane e pochissimo in città. Con questo tipo di utilizzo riesce a stare di poco sopra i 20 al litro. Ma anche io, quando ho avuto modo di usare la mia Prius su strade montane, stavo su quella media. Quindi credo che con la Niro resterai su quel range di consumi.

  9. Buongiorno,
    sono capitato per caso su questo articolo perché devo cambiare auto e mi si prospettano appunto varie scelte.
    Al momento abbiamo una Citroen C5 Break 2.0 HDI automatica (100kw/136CV Diesel) del 2006 che comprai nel 2012 con 76000km sapendo che avrei fatto lunghi viaggi in Europa per trasferimenti vari. Eravamo in due ma avevamo bisogno principalmente di molto spazio. La macchina in effetti è enorme e comodissima (sospensioni idropneumatiche) e io ho sempre avuto una passione per le Citroen. Ora abbiamo anche due bambini piccoli, e l’auto si è rivelata comoda anche per il trasporto della prole in situazioni tipicamente critiche: 2 seggiolini (uno avanti e uno dietro) e 2 passeggini più i bagagli di tutti d’estate e d’inverno, e ovviamente spostamenti normali in città. In totale in questi 7 anni e mezzo di possesso ho fatto circa 75000km (la macchina ne ha ora 150000), ma ne ho fatti molti nei primi anni e pochi negli ultimi. Credo che attualmente la media d’uso sia sui 5000km annui. Da due anni dà problemi in qualcosa legato alla rigenerazione del FAP per cui ogni 5-600km circa il motore diventa ingestibile per una decina di minuti, con grande fumosità e seghettamenti, con il terrore di mia moglie e degli altri automobilisti intorno, poi tutto torna alla normalità. Quattro meccanici diversi, compresa la citroen ufficiale, non hanno idea di quale sia la ragione ultima poiché la centralina non registra errori, e hanno cambiato pezzi vari un po’ a caso seguendo ognuno una sua teoria. Risultato: spreco di soldi enorme ma risultati zero. Ormai ci sarebbe anche da mettere mano alle sfere, ai cuscinetti del motore e tra poco anche alla manutenzione del cambio automatico, quindi penso che valga la pena cambiarla. Le esigenze quindi sono di un’auto familiare grande con prevalente uso cittadino ma non quotidiano (almeno per ora, poi non si sa, ma sicuramente i km annui non scenderanno, al massimo aumenteranno) e viaggi estivi/invernali ma non di frequenza settimanale. Io “col cuore” prenderei una C5 Tourer usata della serie successiva, stavolta a benzina, eventualmente da trasformare a GPL (non a metano perché i distributori a Roma sono tutti lontani da casa). Ahimé ho scoperto che ha un bagagliaio più piccolo (505L) della vecchia serie (563L). Molti mi consigliano un ibrido toyota usato (Prius+ o Auris SW), ma io onestamente non saprei proprio. Tra il confort di guida di una Citroen (ho avuto DS quella vera, BX, Xantia, oltre alle più piccole Dyane, 2cv, Saxo, ZX) e di una Toyota francamente trovo che non ci sia confronto, ma se il cervello e il portafoglio dicono che sbaglio, ne prenderò atto seppur con rammarico. L’operazione dovrebbe costare intorno ai 15.000 euro. Altrimenti, ha altri consigli? Non ho garage, né posto auto: si parcheggia sempre in strada. Grazie

    1. ciao Mauro, grazie per l’interessante (e leggibilissimo) contributo. Francamente l’unico commento che sento di darti, così a caldo, è di seguire il tuo istinto e lasciar perdere i suggerimenti altrui. Se nella vita hai avuto buone esperienze con le Citroen non vedo perché ora devi cambiare marchio. Del resto tra una Toyota e una Citroen, in termini di affidabilità, stiamo lì. L’unica cosa che mi sdubbia è che non avendo un garage o un posto auto e dovendo lasciare la macchina fuori, non me la sentirei di fare un investimento di 15000 euro, a maggior ragione se consideri che attualmente stai sui 5000 km l’anno. Però questo è un pensiero del tutto personale che esula dai pareri, per così dire, tecnici.
      Hai considerato l’idea di prendere, per il momento, una C5 tourer un po’ più vecchiotta, da 4/5000 € e investirne altre 1000 per farci un impianto GPL, giusto per passarci qualche anno, nel caso in futuro dovessero cambiare le condizioni? (tipo trovare un box). A volte con un buon usato, anche di basso valore, ci puoi fare tranquillamente centinaia di migliaia di km senza l’ombra di un intervento. Al momento, per farti un esempio, possiedo una Toyota a GPL con cui giro tutta l’Italia, anche in montagna, e ci faccio solo un tagliando l’anno. Ha ormai quasi 300.000 km, qualche ammaccatura, il volante consumato, ma va che è una bellezza. Spero di esserti stato d’aiuto!

  10. Complimenti per l’articolo!
    Avrei un dubbio che forse tu puoi fugare: sto valutando l’acquisto di una nuova macchina e vorrei prenderla ibrida e abbandonare il mio diesel…tuttavia per andare e tornare da lavoro percorro un passo montano in statale, per un totale di 40 km e una pendenza a tratti elevata: la coppia offerta dal motore elettrico è apprezzabile? In caso di salita a batterie cariche per la discesa del giorno precedente il termico partirebbe comunque?
    Al momento sono orientato verso la nuova ford puma ma non sono ancora del tutto convinto…

    1. Ciao, per quanto riguarda la coppia direi che non ci sono problemi, anzi. Il motore elettrico, in quelle circostanze, fa da supporto al motore termico ed evita un eccessivo aumento di giri. Quindi su questo aspetto l’ibrida conviene più di un classico motore termico. Il problema è che in salita non credo che l’elettrico andrà da sé, ma servirà solo per evitare gli sforzi del termico, anche a batterie completamente cariche. Calcola pure che durante il fermo dell’auto una certa percentuale di energia si perderà, quindi in partenza non avrai mai le batterie completamente cariche.
      Purtroppo non conosco la ford puma, ma so dalle varie riviste d’auto che ho consultato finora che ha una media di consumi dichiarati di 23 km/l, un po’ pochini se consideri che di solito questi dati sono un po’ “gonfiati” dalle case madri e che alla prova pratica si tende a scendere. Però indubbiamente è una bella macchina, anche se personalmente non apprezzo le mini suv.

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