Cannabis light, giullari e mafiosi

Il Ministro dell’Interno, che tante volte appare come un giullare di corte, ha deciso in modo autoritario di far chiudere la fiera della cannabis a Torino e, tramite una circolare indirizzata ai questori, ha fatto chiudere due negozi in provincia di Macerata, annunciando di estendere la circolare a tutta Italia.

Insomma, il Salvini giullare si diverte a indire concorsi con a premio una foto insieme a lui, solo al fine di aumentare il suo Brand Engagement per cui tanti gonzi ci cascano, ci guadagnano solo una foto mentre lui guadagna in visibilità e awarness, ma non è il Salvini giullare a preoccupare. Del resto è un prodotto dei nostri tempi e quindi sfrutta la notorietà a suo vantaggio.

giullare salvini

E’ il Salvini autoritario e antidemocratico che mi preoccupa maggiormente. Perché impone le sue scelte e la sua visione senza applicare alcun metodo democratico, ossia sfruttando il potere derivante dal suo ruolo e incidendo sulla vita delle persone e sull’economia tramite atti autoritari e servendosi della forza pubblica.

Qualcuno dirà che non è stata una sua diretta decisione, ma appare curioso che il giorno dopo le sue dichiarazioni in cui aveva promesso di chiudere uno a uno i negozi di cannabis light, in provincia di Macerata il questore Antonio Pignataro ha ordinato la chiusura di due negozi che vendevano cannabis light, procedendo per giunta al sequestro di numerosi prodotti a base di cannabinoidi con il pretesto che superavano la quantità massima di principio attivo consentita dalla legge, del 0,5 per cento. Sarà la magistratura a verificare se è vero, ma intanto il risultato è stato ottenuto.

Del resto è ben noto che Pignataro ha intrapreso da tempo una battaglia contro la vendita di tali prodotti e l’appoggio di Salvini è stato essenziale per arrivare al risultato di far chiudere due attività. Forte di questo risultato, Salvini ha annunciato l’estensione della decisione in tutta Italia.

Un modello antidemocratico che si sta già sostanziando

E’ ovvio che con questo esempio di autoritarismo e sulla base di ordini calati dall’alto si potranno chiudere altre attività in tutta Italia. E chi esclude che non si potranno chiudere locali o attività solo perché scomodi al potere? Basterà un pretesto qualsiasi.

Abbiamo già visto che tutte le forme di protesta civile sono state soppresse con la forza e la violenza, come i recenti casi in cui la digos è stata mandata in casa di una signora per rimuovere uno striscione contro Salvini, adducendo vaghe ripercussioni legali, o è stata usata per sequestrare il cellulare ad una ragazza, ordinando la cancellazione di un video.

Queste persone non avevano commesso alcun reato, avevano solo legittimamente contestato. Questi sono tutti segnali della deriva autoritaria che un Ministro, vestito da giullare, sta dando al Paese.

Lo Stato spacciatore?

Secondo Salvini lo Stato non può essere uno spacciatore di droga, e con quest’espressione parla alla pancia della gente, scordandosi infatti di dire che la cannabis light ha un contenuto di thc inferiore persino agli effetti che produce la nicotina o un bicchiere di vino sull’organismo umano, tutti prodotti – fumo e alcool – che lo Stato vende o in regime di monopolio (come le sigarette) o con accise molto elevate (come il caso dell’alcool).

Quindi lo Stato, quando vende sigarette e alcool, è uno spacciatore?

Per giunta tutti i prodotti che contengono cannabis subiscono, durante la filiera, numerosi controlli e vengono venduti solo ai maggiorenni. Quando Salvini dice che bisogna tutelare i minori dall’uso di queste sostanze, dice bene, ma bisogna colpire chi vende illegalmente e non tutto il comparto. Del resto quanti tabaccai vendono sigarette ai minori? E se accade questo bisogna chiudere tutti i rivenditori di tabacchi?

Distruggere un giro d’affari di 150 milioni

Colpire una parte della filiera della canapa significa colpire tutto il comparto e danneggiare un settore che vale 150 milioni di euro solo nel 2018 e che è in tendenziale crescita.

Salvini non dice che la cannabis light è solo una piccola parte di un’industria che comprende, ad oggi, circa 2000 aziende di trasformazione e distribuzione e che sono coinvolti nella filiera non solo i negozi che vendono cannabis light, ma anche il settore farmaceutico, la cosmesi, il settore alimentare, l’industria edilizia, il packaging, ecc.ecc.

Colpire una parte della filiera vuol dire gettare una chiave inglese in un ingranaggio. Così si distrugge l’ingranaggio, certo, ma si ferma tutta la macchina.

La mafia

Da quando la cannabis light è stata legalizzata la vendita illegale di marijuana è calata di almeno il 12%, secondo uno studio condotto dall’Università di York e di Salerno, perché i consumatori sanno che a dispetto di valori di thc meno elevati, la cannabis legale è più controllata e non viene tagliata con sostanze pericolose per la salute.

Chi fuma quelle sostanze è ben consapevole che è meglio un prodotto legale e che il principio attivo più basso è ancora meglio, dato che è più gestibile. Se finora si sono rivolti al mercato nero è perché la legge ha sempre impedito la coltivazione per uso personale e quindi un controllo diretto sul prodotto finale.

E’ da ipocriti dire che con questa politica salviniana si vuol colpire chi consuma. Niente affatto. Salvini e i suoi amici conservatori, in questo modo, faranno un grande favore alla mafia, perché così potrà riprendersi le quote di mercato che ha perso con la legalizzazione della cannabis light.

E i consumatori? Non diminuiranno, anzi si rivolgeranno di nuovo al mercato illegale e saranno soggetti a rischi maggiori, sia per la pericolosità delle sostanze con cui la marijuana viene tagliata, sia per gli elevati valori di thc, spesso sintetizzati e superiori a quelli che si possono trovare in natura.

Del resto è risaputo che la criminalità organizzata ottiene il 90% dei proventi dello spaccio di droga dalla vendita di marijuana e hashish, con un giro d’affari complessivo pari a 3,5 miliardi di euro.

Perdere quote di mercato, per loro, significa meno investimenti sul mercato pulito, meno appalti, meno corruzione, meno soldi per reclutare nuovi soldati, quindi meno linfa vitale. E’ togliendo loro il mercato che si eliminano facilmente.

Davvero Salvini, che a parole dice di voler sconfiggere la mafia, vuol fargli questo immenso favore?

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