State lontani da psicologi, psichiatri e psicoterapeuti

sigmund freud psicologo

il neuropsicologo Chris Frith definì lo psicologo Freud come un cantastorie le cui speculazioni sulla mente umana erano in gran parte irrilevanti.

Mai definizione fu più azzeccata. La delicatezza di Frith s’intravede da questa signorile espressione, perché io avrei definito Freud un cocainomane marcio ricco di fuffa e inutili teorie.

Se c’è una disciplina medica incerta, soggettiva e sempre preda di dispute dottrinali mai risolte e scuole di pensiero in perenne contrasto tra loro, questa è la psicologia o psichiatria. Materia dai contorni medici molto labili e fumosi, tant’è che psicologipsicoterapeuti o psichiatri sono figure professionali utili come un temporale a ferragosto che nella storia hanno prodotto solo grandi insuccessi e inutili teorie, a volte fantasiose, molto spesso pericolose e tante volte causa di atroci sofferenze e inutili morti di numerosissimi pazienti. Oggi lo sono ancora, perché spesso preda della visione capitalista di stampo statunitense.

Per esempio, la psichiatria che noi conosciamo, quella degli studiosi francesi e tedeschi, è passata, nel giro di una cinquantina d’anni, dalla ricerca dello strutturalismo all’osservanza acritica del pensiero dominante americano, capeggiato dalle aziende farmaceutiche il cui unico intento è semplicemente di vendere psicofarmaci. Se prima il mercato era ben riconoscibile e limitato (pazienti adulti o anziani, affetti da disturbi psichici di varia natura, codificati e più o meno documentabili), oggi si è esteso e ha inventato nuove patologie di sana pianta, come il ADHD e Disturbo dell’Attenzione, una comunissima e normalissima condizione in cui alcuni bambini si trovano e che prima veniva definita, con termine romantico, avere la testa tra le nuvole,  mentre oggi è diventata una patologia. Con relativo rimedio farmacologico. S’intende.

Ma siccome le case farmaceutiche non si accontentano, sono tante altre le malattie della mente prontamente curabili con farmaci, come l’ansia o la depressione, oppure il disturbo bipolare, che – se il povero paziente capita nelle grinfie di uno spietato psichiatra – viene diagnosticato anche quando in realtà si ha davanti un carattere bizzarro o normalmente soggetto a sbalzi d’umore. Ma l’elenco si può allungare e ricomprende molte stranezze della mente oggi ricondotte nell’alveo della malattia.

La mente umana è un ecosistema complesso, soggetto a una miriade di influenze, tra cui quelle comportamentali, culturali, sociali, familiari; è legata al patrimonio genetico, ma ne può cambiare i connotati, come può essere interpretata in modo molto difforme in base alle tendenze storiche. Detto in altri termini, ciò che oggi può apparire bizzarro – o, peggio, patologico – un tempo era del tutto normale e ciò che oggi può apparire normale, un tempo veniva considerata follia.

I Manicomi, Basaglia e il TSO

Franco_Basaglia

Appunto. Le varie definizioni di follia, pazzia, disturbo psichico e le varie malattie mentali connesse sono soggette alle scuole di pensiero di un dato tempo. Basti pensare che fino al Novecento gli istituti per insani (i genitori dei manicomi) ospitavano persone considerate squilibrate dai familiari o dalle istituzioni, persone eccessivamente briose, maniache, dementi, furiose, nonché soggetti affetti da cretinismo e da idiozia (Insomma, gli attuali Analfabeti funzionali. Quindi praticamente, se fosse ancora così, oggi starebbe chiuso il 47% degli italiani), poi ancora asociali e persino poveri, orfaniprostitute e invertiti sessuali

Ciò per dire che il concetto di malato di mente, di psichiatria e il conseguente obbligo di trattamento in manicomio (con relativa coercizione e perdita di libertà) è soggetto alle teorie mediche del momento, alle decisioni politiche e al sentire comune. Insomma, se fino a pochissimi anni fa si parlava dell’omosessualità come malattia è evidente che è il paradigma ad essere sbagliato e che tutte le teorie psichiatriche e psicologiche si basano spesso su nuvole di fumo.

Poi non parliamo delle terapie che, fino a pochi decenni fa, venivano usate massicciamente: la lobotomia, ossia la recisione delle connessioni della corteccia prefrontale, era massicciamente utilizzata fino agli anni Cinquanta. Per non parlare della sterilizzazione forzosa, anch’essa molto utilizzata in quegli anni. Compreso che si trattava di colossali stronzate, queste terapie vennero sostituite dalla ben più nota terapia dell’elettroshock, usata dapprima nei casi di schizofrenia (e attenzione, la schizofrenia era il jolly della psichiatria. Quando non si sapeva che malattia era, era schizofrenia) e poi sperimentata per variegate patologie mentali. Tra l’altro questo metodo fu inventato dall’italiano Ugo Cerletti nel 1938.

arancia-meccanica_elettroshock
Una scena del film “Arancia Meccanica”, in cui il regista Kubrick critica le “moderne tecniche” di cura psichiatrica dell’epoca.

Dato che i manicomi non erano soltanto ricoveri per soggetti affetti da patologie mentali documentate e accertate, ma venivano utilizzati come luoghi di contenimento sociale, qualcuno – un giorno – si accorse che non potevano più funzionare e che avevano fallito il loro compito. Un certo Franco Basaglia, dopo numerose battaglie, convinse il Parlamento a chiudere i manicomi con Legge 180/1978 e ad istituire gli attuali TSO (Trattamenti Sanitari Obbligatori) e i relativi Centri di Igiene Mentale.

Venne tolto lo strumento, ma la teoria becera che vive dietro la psichiatria moderna non fu intaccata. E non lo è nemmeno oggi.

I manicomi oggi sono chiusi e spetta alle famiglie il duro compito di convivere con chi ha effettivi disturbi mentali o con i disadattati o con chi, non compreso dalla medicina psichiatrica e dall’inutile terapia psicologica, viene considerato malato. E, anziché subire la coercizione dei manicomi, subisce un trattamento sanitario, obbligatorio. Cioè è la stessa cosa dei manicomi, solo senza mura attorno. I TSO infatti prevedono blandi colloqui con disinteressati psicologi e massicce dosi di psicofarmaci, prescritti così, alla bene e meglio, in una sorta di sperimentazione perenne. Se una terapia non va bene, si cambia, si modificano le dosi, si passa ad una marca diversa di psicofarmaci. Tutto nel nome di una scienza che di scientifico ha poco, o nulla, e che si basa sulla sperimentazione. Sulla pelle del paziente, s’intende.

Differenze tra psicologo, psichiatra e psicoterapeuta

Giusto per capirci meglio, è bene distinguere le tre figure. Premesso che si basano tutte e tre su una disciplina fumosa, va comunque fatta questa distinzione.

Lo Psicologo

Lo Psicologo è un soggetto laureato in Psicologia, con un anno di tirocinio all’interno di strutture pubbliche o private convenzionate con l’Università di provenienza e, superato l’Esame di Stato, è iscritto all’Ordine degli Psicologi. Il compito dello psicologo è prevalentemente consultivo diagnostico. In altre parole non possono prescrivere terapie né psicofarmaci, ma solo effettuare consulenze.
Insomma, detto papale papale, il più delle volte lo psicolgo, dopo aver preso 200 euro per un’ora di chiacchierata e averti consigliato di vederlo una volta a settimana per almeno 10 anni (garantendosi così un reddito certo), non potrà far altro che dispensarti consigli. Se è bravo, indagherà nel tuo inconscio e ti seguirà in un percorso di introspezione e lenta consapevolezza del tuo disturbo (sempre se sei affetto da disturbi…), se è meno bravo, farà solo belle chiacchierate con te. Dietro compenso, s’intende.

Lo Psicoterapeuta

Lo Psicoterapeuta è un soggetto laureato in Psicologia o Medicina e specializzato in psicoterapia con un percorso quadriennale. Se è medico può anche prescrivere farmaci. Lo psicoterapeuta si occupa della cura di disturbi psicopatologici che possono andare da semplici forme di ansia a forme più gravi. La psicoterapia, detto in altri termini, è qualcosina in più rispetto alla consulenza psicologica. E quindi costa un poco di più. Ma ne vale la pena, chiaro.

Lo Psichiatra

Lo Psichiatra è laureato in medicina e ha conseguito una specializzazione in Psichiatria. E’ l’unico soggetto che può trattare i disturbi mentali da un punto di vista medico, analizzando il sistema nervoso e prescrivendo psicofarmaci. In molti casi collabora con lo psicoterapeuta o con lo psicologo. Insomma, tra le tre figure è quello che più si avvicina al concetto di medico, anche se il più delle volte non ha alcuno strumento per comprendere il sistema nervoso (tranne in casi di evidenti traumi o disturbi meccanici del sistema nervoso), ma nella maggioranza dei casi liquiderà il problema con la prescrizione di psicofarmaci.

La fuffa degli psicofarmaci

xanax

A parlare con qualsiasi medico di coscienza si scopre l’acqua calda: gli psicofarmaci non curano la causa, ma solo l’effetto, cioè il sintomo. Soffri di ansia? Lo Xanax ti darà sollievo, ma passato l’effetto torni allo stato di prima. Con l’unica differenza che dovrai assumerlo di nuovo, per togliere l’ennesimo sintomo, e via dicendo, fino all’assuefazione, fino a diventarne drogato. Tutti gli psicofarmaci, nessuno escluso, rispondono a questa ferrea legge: nascondere il sintomo, per un po’ di tempo. E poi la dipendenza diventa un po’ fisica, un po’ psicologica e un po’ indotta. Fisica perché, dopo un po’ di tempo, l’organismo si abitua e difficilmente farà a meno della sostanza (stesso meccanismo che c’è nel tabacco o nell’alcool o in alcune droghe), psicologica perché ci autoconvinciamo che ci serve, che ci aiuta a guarire, quando in realtà è solo il sintomo a scomparire (per poco, però) e indotta perché il medico ci dirà che fa parte della terapia, che serve ed è necessario e quindi tendiamo a fidarci del parere di un esperto, sia esso psicologo, psichiatra o psicoterapeuta.

Ma ricorda, la psichiatria è soggetta alle regole del tempo in cui opera. Il tempo attuale è preda del capitalismo delle grandi case farmaceutiche e gli psicofarmaci sono semplici droghe legalizzate che non curano nulla, anzi. Quindi se ti capita di avere a che fare con uno psicologo distratto o autoreferienziale, psicoterapeuta inutile o psichiatra che in un batter d’occhio ti prescrivono medicine, sfottili con pungente ironia, perché probabilmente, tra i quattro, non sei tu il malato.

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25 thoughts on “State lontani da psicologi, psichiatri e psicoterapeuti

  1. Grazie mille….lei vede lontano non all proprio torna conto…
    Speriamo che psichiatri è psicologi diminuiscono di numero
    Alltrimenti il numero dei pazienti
    Crescera è non solo….anche psicofarmaci etc…
    La psichiatria è all punto di inghiottire più sani che i veri bisogniosi…cosi ché chi e sano si amala per tropa superficialita dell giudizio ….invece il vero bisognioso di cura mentale è liberò a esercitare il folle pensiero di folia …nella liberta …indisturbato/a…i mallati sfornano pazienti per psichiatria…è i psichiatri e psicologi …aiutano le farmacie per non fallimentare….parlo in generale….perché non mi permeto di fare un marcio di tutto questo….grazie a quei picchi dottori nude n fanno leroi, ma sono semplice cemente Dottori…se voglio convincere qualcuno che è svitato e suficiente essere in una posizione autoritaria ò esere in due o piu di due gelosii della felicita altrui e la persona atacata dal giudizio entra in confusione è poi in un stato di angoscia….e cosi avanti altre delusioni ….Siamo tuti eseri meraviliosi creature inteligenti fragili ma non tutti siamo educati all bene ….in verita le scuole per rieducare ci sono ….ospedali per la rieducazione, reintegrazione è sono molte case si chiama paroche ,chiese…ma non sono riconosciute come tale ….purtropo ce una continua lotta per il potere ….GRAZIE! Per la rivelazione la fallimentare dieta
    Psicofarmaceutica della nostra sistema mentale che piu di guarire anula la dignita e la fiducia il raporto con se stessi… guarire la mente ??????
    Rieducare Educare Reintegrare Sostenere ….

    1. Corin anche le chiese sono un altro campo minato (poi ricorda, per te che sei credente, che le chiese sono di Cristo ma non è Cristo) sono altra gente che ti vuole manipolare e forse anche indottrinare. Comunque, quando scrivi sforzati di prestare più attenzione a ciò che scrivi e a concentrarti di più. Per es prova a riscrivere la parola: “semplice cemente”? Sforzati e concentrati!

  2. Sparare a zero su persone che acquisiscono con fatica e sacrifici una professionalità e veramente da stronzi quale tu probabilmente sei.

    1. Accettare un idea diversa dalla vostra è tanto difficile al posto di rispondere in maniera tanto aggressiva, con insulti ed offese verso uno che si è semplicemente limitato ad esprimere il proprio punto di vista e a dire la verità (la verità che nessuno osa dire)? Il tuo psicologo non te la insegnato? Persone come te sono la prova dell’inutilità degli psicologi.

      1. Ally, ti ringrazio per il supporto, ma sappi che le critiche che mi muovono mi fanno solo sorridere quando sono così inconferenti e prive di qualsivoglia analisi. Se sono feroci, ma costruttive, allora mi pongo dei problemi. In questi casi invece mi faccio una sonora risata e rispondo con ironia. Quella cosa che a questa gente manca.

  3. Le cose sono due: o ti è stato diagnosticato un disturbo mentale che non riesci ad accettare e quindi spari a zero su tutta la psicologia e la psichiatria perché ti senti punto sul vivo, oppure non hai la più pallida idea di cosa significhi avere la necessità di aiuto psichiatrico ma vuoi sparare comunque a zero per fare polemica sul tuo blog e aumentare le visualizzazioni.
    Spero per te che sia la seconda, te lo auguro col cuore.

    1. Mi dispiace, nessuna delle due. Ritenti, può darsi che alla prossima riuscirà ad azzeccare la risposta corretta.

    2. Ti ammiro il barbuto, per andare contro corrente ci vuole tanto coraggio! Navigando in internet leggendo forum di altre persone che la pensano te, ho notato che le persone che si recano dagli psicologi hanno bisogno di sapere come devono pensare e ragionare e come lo devono fare, gli psicologi funzionano solo con i deboli che si lasciano manipolare. Io mi sono recate molto spesso cambiandone un infinità ma non ho l’esigenza di qualcuno che mi dice che devo pensare e ragionare e come lo devo fare, questo lo posso fare benissimo da me non ho bisogno di qualcuno che mi dica come farlo, ho un forte senso di autocritica e so valutare le mie azioni e quando necessario ammettere di aver sbagliato; invece ho l’esigenza di avere delle risposte che, ovviamente loro non possono darmi, che impiegherebbero una sola seduta. E poi il mistero della psicologia perché la tirano tanto per le lunghe? E la cosa che gli psicologi non vi diranno mai per qualsiasi problema che avete e che la mente ha un potere enorme basta solo la forza di volontà e forza mentale per guarire non avete bisogno di nessuno potete farcela da soli!

      1. Apprezzo il tuo commento in larga parte, ma sono costretto a fare un appunto. La figura dello psicologo è esistita sin da quando esiste la scienza umana, ma se fino a qualche decennio fa la psicologia rappresentava lo studio della mente umana in sé stessa e nelle sue interazioni con l’ambiente sociale, oggi rappresenta l’altra faccia della medaglia della cultura del consumo, generata dal regime capitalista. Tale regime ha soppiantato completamente qualsiasi forma di socialità, imponendo la cultura dell’individualismo e recidendo i legami sociali che servono a creare e poi rafforzare, nel tempo, la propria identità. Lo psicologo, insomma, oggi si pone come surrogato di una socialità mancante e come punta estrema di un modello consumista. Da qui parte la mia critica all’attuale sistema che genera l’inutilità della psicologia attuale. Quindi concordo in pieno con te sull’analisi, ma non sulla conclusione. Non possiamo mai e poi mai farcela da soli, abbiamo sempre bisogno della rete sociale. Ma questa rete oggi è stata recisa e lo psicologo non può sostituirla. Affatto.

  4. E’ meglio buttare i soldi nella fontana di trevi che andare da uno psicologo. Forse per qualche persona estramamente stupida e fragile mentalmente puo servive ad aver un amico un piu a pagamento ma se avete problemi seri cercate di trovare gente che vi sostenga davvero e non che aspetti che gli dai 70 euro dopo na mezzo ora o tre quarti d ora.

  5. Ma c’è gente che soffre di ansia e depressione ed anche tanto e questi personaggi un aiuto lo danno, a seconda dei casi, portano anche alla guarigione. Gli antidepressivi in particolare in alcuni casi guariscono dalla depressione. Lo Psicoterapeuta poi da un grande aiuto. Parlo per esperienza personale.

    1. ciao Dori, ti ringrazio per il tuo contributo. Sono sicuro che l’aiuto di un bravo psicologo, come anche l’aiuto dei farmaci, se prescritti con criterio, sia un buon aiuto in alcuni casi. Ma la mia è e resterà una critica all’intero sistema, in cui c’è anche chi agisce con professionalità. Non è una critica indistinta ad una massa di individui, ma ad un sistema. E’ un po’ come quando, in politica, si criticano le scelte di un governo: magari nel governo ci sta l’individuo che agisce con correttezza e professionalità, però se si guarda dall’alto si vede il complesso, non tanto il singolo caso. Ecco, io ho solo cercato di dare una prospettiva dall’alto, non considerando i singoli casi concreti che, a volte, danno la speranza che non tutto è perduto.

  6. Personalmente posso dire che i psicofarmaci sono delle vere droghe. Sono in cura da anni ma adesso ho capito che fanno veramente male. Gli antidepressivi mi hanno rovinato la vita senza parlare degli antipsicotici. Sono drogata e non riusciao a ribellarmi. Ero debolissima e con tante idee di morte. Camminavo come uno zombie ma adesso sto prendendo ogni tanto il tavolo al bisogno ma lo sto scalando di parecchio. C’è la farò perché è un mesetto abbondante che sto meglio. Non ho più attacchi di panico che mi provocavano glielo antidepresivi e gli antipsicotici . Ho avuto degli anni di inferno ed ero diventata un soggetto di tutti. Ho avuto delle esperienze terribili. Mai più dai psichiatri. Ti rovinano a vita. Questi farmaci ti rendono dipendente da tutti e da tutto. Ne avrei da dire tante di cose terribili mia chi è intelligente avrà capito. Grazie a questo blog 😊🙋

    1. E’ molto facile cadere nel circolo vizioso delle droghe legalizzate, soprattutto quando ci si affida al supporto di un “professionista”; molto più difficile uscirne. Ci riesce solo chi ha una grande forza interiore, tanta determinazione e tanta capacità di auto analisi.

  7. Hai ragione. È difficile uscire dalle droghe legali. Io avevo il problema di bere molto vino tanti anni fa e ultimamente quattro anni fa ogni tanto bevevo due o tre bicchieri di vino ogni tanto. Ho iniziato a bere dopo una violenza sensuale a 20 anni e la paura che avevo era di rimanere incinta ma per fortuna non è successo. Avevo già una figlia di un anno e mezzo avuta dal mio compagno che poi mi ha lasciata per un’altra. Adesso mia figlia si è laureata e fortunatamente lavora. È sposata ed ho due nipotini maschi. . Mia figlia porta il cognome del padre e non mai avuto sostentamento da lui. Ho lavorato ed ho pensato solo io a mia figlia. Mi sono ritrovata ricoverata per problemi di alcolismo e curata con farmaci pesanti e quindi ricadevo spesso nel problema. Mi hanno curato con farmaci pesantissimi. Droghe legali. Séroquel Haldol Risperdal antidepressivi di tutti i generi tranquillanti tavor e tante altre. Sono quattro anni che non mi ricovero più e come ho detto sopra bevo ogni tanto un paio di bicchieri di vino. Non ho mai bevuto superalcolici o perlomeno ne avrò bevuti in passato un paio di bicchierini e stop. Ho bevuto prima la birra poi sono passata al vino ma non ho mai mischiato con altre bevande. Adesso sto limitando il tavor e sto diminuendo gli antipsicotici. Non prendo da una settimana gli antidepressivi. Spero di riuscire da questo tunnel . Ho ancora ansia e panico ma ridotti. Sto meglio e devo uscire di casa perché è un anno quasi che esco ogni tanto ma nei paraggi del quartiere. Devo farmi coraggio a riprendere l’autobus ma la paura ancora mi frena. Lunedì mi accompagna un’amica. Ci provo. Poi giovedì mi farò forza a prenderlo da sola perché devo fare delle analisi. Sono costretta. Spero di farcela. Anche se avrò paura chiedo aiuto alle persone per essere compresa. Ma non so se è un bene. La gente che incontro nel mio quartiere mi sembra che abbiano più paura di me. Lo noto con i miei occhi. Almeno questa è la sensazione. Lo noto anche con quelle poche conoscenze che ho.Voglio essere fiduciosa perché ho bisogno di fidarmi di me. Voglio farcela!grazie amico😊🙋

    1. Noto molto coraggio nelle parole del tuo racconto, il coraggio di chi non si è lasciato travolgere dagli eventi ma li ha dominati, con le proprie forze. Purtroppo nel mondo in cui viviamo oggi e in cui le reti sociali si sono frantumate, occorre costruire una forza individuale fuori dal normale per poter reggere gli eventi della vita. A maggior ragione in un contesto di consumo delle coscienze che crea forze opposte a quella della costruzione di un’identità individuale forte. Ma non tutto è perduto, soprattutto quando leggo queste storie 🙂

    1. eheh! Non occorre! Questo blog non è nato per “far soldi” o per ottenere offerte, quel modulino l’ho installato senza grandi convinzioni né senza alcuna pretesa, solo per occupare un po’ di spazio sul blog, dato che scrivo pochissimo 😀

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