State lontani da psicologi, psichiatri e psicoterapeuti

sigmund freud psicologo

il neuropsicologo Chris Frith definì lo psicologo Freud come un cantastorie le cui speculazioni sulla mente umana erano in gran parte irrilevanti.

Mai definizione fu più azzeccata. La delicatezza di Frith s’intravede da questa signorile espressione, perché io avrei definito Freud un cocainomane marcio ricco di fuffa e inutili teorie.

Se c’è una disciplina medica incerta, soggettiva e sempre preda di dispute dottrinali mai risolte e scuole di pensiero in perenne contrasto tra loro, questa è la psicologia o psichiatria. Materia dai contorni medici molto labili e fumosi, tant’è che psicologipsicoterapeuti o psichiatri sono figure professionali utili come un temporale a ferragosto che nella storia hanno prodotto solo grandi insuccessi e inutili teorie, a volte fantasiose, molto spesso pericolose e tante volte causa di atroci sofferenze e inutili morti di numerosissimi pazienti. Oggi lo sono ancora, perché spesso preda della visione capitalista di stampo statunitense.

Per esempio, la psichiatria che noi conosciamo, quella degli studiosi francesi e tedeschi, è passata, nel giro di una cinquantina d’anni, dalla ricerca dello strutturalismo all’osservanza acritica del pensiero dominante americano, capeggiato dalle aziende farmaceutiche il cui unico intento è semplicemente di vendere psicofarmaci. Se prima il mercato era ben riconoscibile e limitato (pazienti adulti o anziani, affetti da disturbi psichici di varia natura, codificati e più o meno documentabili), oggi si è esteso e ha inventato nuove patologie di sana pianta, come il ADHD e Disturbo dell’Attenzione, una comunissima e normalissima condizione in cui alcuni bambini si trovano e che prima veniva definita, con termine romantico, avere la testa tra le nuvole,  mentre oggi è diventata una patologia. Con relativo rimedio farmacologico. S’intende.

Ma siccome le case farmaceutiche non si accontentano, sono tante altre le malattie della mente prontamente curabili con farmaci, come l’ansia o la depressione, oppure il disturbo bipolare, che – se il povero paziente capita nelle grinfie di uno spietato psichiatra – viene diagnosticato anche quando in realtà si ha davanti un carattere bizzarro o normalmente soggetto a sbalzi d’umore. Ma l’elenco si può allungare e ricomprende molte stranezze della mente oggi ricondotte nell’alveo della malattia.

La mente umana è un ecosistema complesso, soggetto a una miriade di influenze, tra cui quelle comportamentali, culturali, sociali, familiari; è legata al patrimonio genetico, ma ne può cambiare i connotati, come può essere interpretata in modo molto difforme in base alle tendenze storiche. Detto in altri termini, ciò che oggi può apparire bizzarro – o, peggio, patologico – un tempo era del tutto normale e ciò che oggi può apparire normale, un tempo veniva considerata follia.

I Manicomi, Basaglia e il TSO

Franco_Basaglia

Appunto. Le varie definizioni di follia, pazzia, disturbo psichico e le varie malattie mentali connesse sono soggette alle scuole di pensiero di un dato tempo. Basti pensare che fino al Novecento gli istituti per insani (i genitori dei manicomi) ospitavano persone considerate squilibrate dai familiari o dalle istituzioni, persone eccessivamente briose, maniache, dementi, furiose, nonché soggetti affetti da cretinismo e da idiozia (Insomma, gli attuali Analfabeti funzionali. Quindi praticamente, se fosse ancora così, oggi starebbe chiuso il 47% degli italiani), poi ancora asociali e persino poveri, orfaniprostitute e invertiti sessuali

Ciò per dire che il concetto di malato di mente, di psichiatria e il conseguente obbligo di trattamento in manicomio (con relativa coercizione e perdita di libertà) è soggetto alle teorie mediche del momento, alle decisioni politiche e al sentire comune. Insomma, se fino a pochissimi anni fa si parlava dell’omosessualità come malattia è evidente che è il paradigma ad essere sbagliato e che tutte le teorie psichiatriche e psicologiche si basano spesso su nuvole di fumo.

Poi non parliamo delle terapie che, fino a pochi decenni fa, venivano usate massicciamente: la lobotomia, ossia la recisione delle connessioni della corteccia prefrontale, era massicciamente utilizzata fino agli anni Cinquanta. Per non parlare della sterilizzazione forzosa, anch’essa molto utilizzata in quegli anni. Compreso che si trattava di colossali stronzate, queste terapie vennero sostituite dalla ben più nota terapia dell’elettroshock, usata dapprima nei casi di schizofrenia (e attenzione, la schizofrenia era il jolly della psichiatria. Quando non si sapeva che malattia era, era schizofrenia) e poi sperimentata per variegate patologie mentali. Tra l’altro questo metodo fu inventato dall’italiano Ugo Cerletti nel 1938.

arancia-meccanica_elettroshock
Una scena del film “Arancia Meccanica”, in cui il regista Kubrick critica le “moderne tecniche” di cura psichiatrica dell’epoca.

Dato che i manicomi non erano soltanto ricoveri per soggetti affetti da patologie mentali documentate e accertate, ma venivano utilizzati come luoghi di contenimento sociale, qualcuno – un giorno – si accorse che non potevano più funzionare e che avevano fallito il loro compito. Un certo Franco Basaglia, dopo numerose battaglie, convinse il Parlamento a chiudere i manicomi con Legge 180/1978 e ad istituire gli attuali TSO (Trattamenti Sanitari Obbligatori) e i relativi Centri di Igiene Mentale.

Venne tolto lo strumento, ma la teoria becera che vive dietro la psichiatria moderna non fu intaccata. E non lo è nemmeno oggi.

I manicomi oggi sono chiusi e spetta alle famiglie il duro compito di convivere con chi ha effettivi disturbi mentali o con i disadattati o con chi, non compreso dalla medicina psichiatrica e dall’inutile terapia psicologica, viene considerato malato. E, anziché subire la coercizione dei manicomi, subisce un trattamento sanitario, obbligatorio. Cioè è la stessa cosa dei manicomi, solo senza mura attorno. I TSO infatti prevedono blandi colloqui con disinteressati psicologi e massicce dosi di psicofarmaci, prescritti così, alla bene e meglio, in una sorta di sperimentazione perenne. Se una terapia non va bene, si cambia, si modificano le dosi, si passa ad una marca diversa di psicofarmaci. Tutto nel nome di una scienza che di scientifico ha poco, o nulla, e che si basa sulla sperimentazione. Sulla pelle del paziente, s’intende.

Differenze tra psicologo, psichiatra e psicoterapeuta

Giusto per capirci meglio, è bene distinguere le tre figure. Premesso che si basano tutte e tre su una disciplina fumosa, va comunque fatta questa distinzione.

Lo Psicologo

Lo Psicologo è un soggetto laureato in Psicologia, con un anno di tirocinio all’interno di strutture pubbliche o private convenzionate con l’Università di provenienza e, superato l’Esame di Stato, è iscritto all’Ordine degli Psicologi. Il compito dello psicologo è prevalentemente consultivo diagnostico. In altre parole non possono prescrivere terapie né psicofarmaci, ma solo effettuare consulenze.
Insomma, detto papale papale, il più delle volte lo psicolgo, dopo aver preso 200 euro per un’ora di chiacchierata e averti consigliato di vederlo una volta a settimana per almeno 10 anni (garantendosi così un reddito certo), non potrà far altro che dispensarti consigli. Se è bravo, indagherà nel tuo inconscio e ti seguirà in un percorso di introspezione e lenta consapevolezza del tuo disturbo (sempre se sei affetto da disturbi…), se è meno bravo, farà solo belle chiacchierate con te. Dietro compenso, s’intende.

Lo Psicoterapeuta

Lo Psicoterapeuta è un soggetto laureato in Psicologia o Medicina e specializzato in psicoterapia con un percorso quadriennale. Se è medico può anche prescrivere farmaci. Lo psicoterapeuta si occupa della cura di disturbi psicopatologici che possono andare da semplici forme di ansia a forme più gravi. La psicoterapia, detto in altri termini, è qualcosina in più rispetto alla consulenza psicologica. E quindi costa un poco di più. Ma ne vale la pena, chiaro.

Lo Psichiatra

Lo Psichiatra è laureato in medicina e ha conseguito una specializzazione in Psichiatria. E’ l’unico soggetto che può trattare i disturbi mentali da un punto di vista medico, analizzando il sistema nervoso e prescrivendo psicofarmaci. In molti casi collabora con lo psicoterapeuta o con lo psicologo. Insomma, tra le tre figure è quello che più si avvicina al concetto di medico, anche se il più delle volte non ha alcuno strumento per comprendere il sistema nervoso (tranne in casi di evidenti traumi o disturbi meccanici del sistema nervoso), ma nella maggioranza dei casi liquiderà il problema con la prescrizione di psicofarmaci.

La fuffa degli psicofarmaci

xanax

A parlare con qualsiasi medico di coscienza si scopre l’acqua calda: gli psicofarmaci non curano la causa, ma solo l’effetto, cioè il sintomo. Soffri di ansia? Lo Xanax ti darà sollievo, ma passato l’effetto torni allo stato di prima. Con l’unica differenza che dovrai assumerlo di nuovo, per togliere l’ennesimo sintomo, e via dicendo, fino all’assuefazione, fino a diventarne drogato. Tutti gli psicofarmaci, nessuno escluso, rispondono a questa ferrea legge: nascondere il sintomo, per un po’ di tempo. E poi la dipendenza diventa un po’ fisica, un po’ psicologica e un po’ indotta. Fisica perché, dopo un po’ di tempo, l’organismo si abitua e difficilmente farà a meno della sostanza (stesso meccanismo che c’è nel tabacco o nell’alcool o in alcune droghe), psicologica perché ci autoconvinciamo che ci serve, che ci aiuta a guarire, quando in realtà è solo il sintomo a scomparire (per poco, però) e indotta perché il medico ci dirà che fa parte della terapia, che serve ed è necessario e quindi tendiamo a fidarci del parere di un esperto, sia esso psicologo, psichiatra o psicoterapeuta.

Ma ricorda, la psichiatria è soggetta alle regole del tempo in cui opera. Il tempo attuale è preda del capitalismo delle grandi case farmaceutiche e gli psicofarmaci sono semplici droghe legalizzate che non curano nulla, anzi. Quindi se ti capita di avere a che fare con uno psicologo distratto o autoreferienziale, psicoterapeuta inutile o psichiatra che in un batter d’occhio ti prescrivono medicine, sfottili con pungente ironia, perché probabilmente, tra i quattro, non sei tu il malato.

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40 thoughts on “State lontani da psicologi, psichiatri e psicoterapeuti

  1. Grazie mille….lei vede lontano non all proprio torna conto…
    Speriamo che psichiatri è psicologi diminuiscono di numero
    Alltrimenti il numero dei pazienti
    Crescera è non solo….anche psicofarmaci etc…
    La psichiatria è all punto di inghiottire più sani che i veri bisogniosi…cosi ché chi e sano si amala per tropa superficialita dell giudizio ….invece il vero bisognioso di cura mentale è liberò a esercitare il folle pensiero di folia …nella liberta …indisturbato/a…i mallati sfornano pazienti per psichiatria…è i psichiatri e psicologi …aiutano le farmacie per non fallimentare….parlo in generale….perché non mi permeto di fare un marcio di tutto questo….grazie a quei picchi dottori nude n fanno leroi, ma sono semplice cemente Dottori…se voglio convincere qualcuno che è svitato e suficiente essere in una posizione autoritaria ò esere in due o piu di due gelosii della felicita altrui e la persona atacata dal giudizio entra in confusione è poi in un stato di angoscia….e cosi avanti altre delusioni ….Siamo tuti eseri meraviliosi creature inteligenti fragili ma non tutti siamo educati all bene ….in verita le scuole per rieducare ci sono ….ospedali per la rieducazione, reintegrazione è sono molte case si chiama paroche ,chiese…ma non sono riconosciute come tale ….purtropo ce una continua lotta per il potere ….GRAZIE! Per la rivelazione la fallimentare dieta
    Psicofarmaceutica della nostra sistema mentale che piu di guarire anula la dignita e la fiducia il raporto con se stessi… guarire la mente ??????
    Rieducare Educare Reintegrare Sostenere ….

    1. Corin anche le chiese sono un altro campo minato (poi ricorda, per te che sei credente, che le chiese sono di Cristo ma non è Cristo) sono altra gente che ti vuole manipolare e forse anche indottrinare. Comunque, quando scrivi sforzati di prestare più attenzione a ciò che scrivi e a concentrarti di più. Per es prova a riscrivere la parola: “semplice cemente”? Sforzati e concentrati!

  2. Sparare a zero su persone che acquisiscono con fatica e sacrifici una professionalità e veramente da stronzi quale tu probabilmente sei.

    1. Accettare un idea diversa dalla vostra è tanto difficile al posto di rispondere in maniera tanto aggressiva, con insulti ed offese verso uno che si è semplicemente limitato ad esprimere il proprio punto di vista e a dire la verità (la verità che nessuno osa dire)? Il tuo psicologo non te la insegnato? Persone come te sono la prova dell’inutilità degli psicologi.

      1. Ally, ti ringrazio per il supporto, ma sappi che le critiche che mi muovono mi fanno solo sorridere quando sono così inconferenti e prive di qualsivoglia analisi. Se sono feroci, ma costruttive, allora mi pongo dei problemi. In questi casi invece mi faccio una sonora risata e rispondo con ironia. Quella cosa che a questa gente manca.

    2. Anche io di massima non sono d’accordo con ciò che è scritto nell’articolo. Psichiatri e psicologi hanno in molti casi salvato la vita a molte persone. Però, come in tutte le categorie professionali, ci sono quelli capaci e quelli incapaci, quelli onesti e quelli disonesti. Avere un titolo non garantisce la professionalità ma solo l’acquisizione di conoscenze.

      1. Apprezzo il tuo commento così equilibrato e aperto al confronto. Condivido quanto dici, ma vorrei sottolineare due aspetti importanti, che forse nell’articolo non sono stati spiegati bene: il primo è che il concetto di “malattia mentale” segue le teorie del periodo storico in cui vengono elaborate e che spesso ciò che in un tempo è considerata “patologia”, in un altro tempo non lo è più (es. l’omosessualità). Quindi ciò lascia presupporre che la psicologia, come buona parte delle scienze umane, è imperfetta, però, a differenza – per esempio – dell’antropologia o della sociologia, influenza (spesso pesantemente) la vita delle persone, anche a causa dell’utilizzo (spesso smodato) di psicofarmaci.
        E qui veniamo al secondo punto. Sempre tenendo ben chiara in mente la differenza tra veri professionisti e cialtroni, non si può però nascondere che la professione è pesantemente influenzata dal mercato. Così come il mercato globale influenza le vite degli individui, persuadendo ad operare talune scelte legate al consumo, così fa anche con i professionisti, specie nel campo medico. Ed ecco che tante volte si prescrivono farmaci senza un reale bisogno, ma perché indotti dal mercato e da quello che il mercato globale ormai ha insinuato nelle nostre coscienze: la soluzione rapida ai problemi. Potrei approfondire, citando numerosi studi statistici sull’aumento della produzione e della vendita di psicofarmaci, specie nelle nazioni a capitalismo avanzato (buona parte d’Europa, USA, Giappone, ecc.), ma occorrerebbe un articolo a parte. Prendiamo il caso dell’Italia, e se vuoi, ne possiamo parlare: https://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/conad/2018/06/13/news/gli_italiani_in_asia_cresce_il_consumo_di_psicofarmaci-198880276/?refresh_ce

  3. Le cose sono due: o ti è stato diagnosticato un disturbo mentale che non riesci ad accettare e quindi spari a zero su tutta la psicologia e la psichiatria perché ti senti punto sul vivo, oppure non hai la più pallida idea di cosa significhi avere la necessità di aiuto psichiatrico ma vuoi sparare comunque a zero per fare polemica sul tuo blog e aumentare le visualizzazioni.
    Spero per te che sia la seconda, te lo auguro col cuore.

    1. Mi dispiace, nessuna delle due. Ritenti, può darsi che alla prossima riuscirà ad azzeccare la risposta corretta.

    2. Ti ammiro il barbuto, per andare contro corrente ci vuole tanto coraggio! Navigando in internet leggendo forum di altre persone che la pensano te, ho notato che le persone che si recano dagli psicologi hanno bisogno di sapere come devono pensare e ragionare e come lo devono fare, gli psicologi funzionano solo con i deboli che si lasciano manipolare. Io mi sono recate molto spesso cambiandone un infinità ma non ho l’esigenza di qualcuno che mi dice che devo pensare e ragionare e come lo devo fare, questo lo posso fare benissimo da me non ho bisogno di qualcuno che mi dica come farlo, ho un forte senso di autocritica e so valutare le mie azioni e quando necessario ammettere di aver sbagliato; invece ho l’esigenza di avere delle risposte che, ovviamente loro non possono darmi, che impiegherebbero una sola seduta. E poi il mistero della psicologia perché la tirano tanto per le lunghe? E la cosa che gli psicologi non vi diranno mai per qualsiasi problema che avete e che la mente ha un potere enorme basta solo la forza di volontà e forza mentale per guarire non avete bisogno di nessuno potete farcela da soli!

      1. Apprezzo il tuo commento in larga parte, ma sono costretto a fare un appunto. La figura dello psicologo è esistita sin da quando esiste la scienza umana, ma se fino a qualche decennio fa la psicologia rappresentava lo studio della mente umana in sé stessa e nelle sue interazioni con l’ambiente sociale, oggi rappresenta l’altra faccia della medaglia della cultura del consumo, generata dal regime capitalista. Tale regime ha soppiantato completamente qualsiasi forma di socialità, imponendo la cultura dell’individualismo e recidendo i legami sociali che servono a creare e poi rafforzare, nel tempo, la propria identità. Lo psicologo, insomma, oggi si pone come surrogato di una socialità mancante e come punta estrema di un modello consumista. Da qui parte la mia critica all’attuale sistema che genera l’inutilità della psicologia attuale. Quindi concordo in pieno con te sull’analisi, ma non sulla conclusione. Non possiamo mai e poi mai farcela da soli, abbiamo sempre bisogno della rete sociale. Ma questa rete oggi è stata recisa e lo psicologo non può sostituirla. Affatto.

  4. E’ meglio buttare i soldi nella fontana di trevi che andare da uno psicologo. Forse per qualche persona estramamente stupida e fragile mentalmente puo servive ad aver un amico un piu a pagamento ma se avete problemi seri cercate di trovare gente che vi sostenga davvero e non che aspetti che gli dai 70 euro dopo na mezzo ora o tre quarti d ora.

  5. Ma c’è gente che soffre di ansia e depressione ed anche tanto e questi personaggi un aiuto lo danno, a seconda dei casi, portano anche alla guarigione. Gli antidepressivi in particolare in alcuni casi guariscono dalla depressione. Lo Psicoterapeuta poi da un grande aiuto. Parlo per esperienza personale.

    1. ciao Dori, ti ringrazio per il tuo contributo. Sono sicuro che l’aiuto di un bravo psicologo, come anche l’aiuto dei farmaci, se prescritti con criterio, sia un buon aiuto in alcuni casi. Ma la mia è e resterà una critica all’intero sistema, in cui c’è anche chi agisce con professionalità. Non è una critica indistinta ad una massa di individui, ma ad un sistema. E’ un po’ come quando, in politica, si criticano le scelte di un governo: magari nel governo ci sta l’individuo che agisce con correttezza e professionalità, però se si guarda dall’alto si vede il complesso, non tanto il singolo caso. Ecco, io ho solo cercato di dare una prospettiva dall’alto, non considerando i singoli casi concreti che, a volte, danno la speranza che non tutto è perduto.

  6. Personalmente posso dire che i psicofarmaci sono delle vere droghe. Sono in cura da anni ma adesso ho capito che fanno veramente male. Gli antidepressivi mi hanno rovinato la vita senza parlare degli antipsicotici. Sono drogata e non riusciao a ribellarmi. Ero debolissima e con tante idee di morte. Camminavo come uno zombie ma adesso sto prendendo ogni tanto il tavolo al bisogno ma lo sto scalando di parecchio. C’è la farò perché è un mesetto abbondante che sto meglio. Non ho più attacchi di panico che mi provocavano glielo antidepresivi e gli antipsicotici . Ho avuto degli anni di inferno ed ero diventata un soggetto di tutti. Ho avuto delle esperienze terribili. Mai più dai psichiatri. Ti rovinano a vita. Questi farmaci ti rendono dipendente da tutti e da tutto. Ne avrei da dire tante di cose terribili mia chi è intelligente avrà capito. Grazie a questo blog 😊🙋

    1. E’ molto facile cadere nel circolo vizioso delle droghe legalizzate, soprattutto quando ci si affida al supporto di un “professionista”; molto più difficile uscirne. Ci riesce solo chi ha una grande forza interiore, tanta determinazione e tanta capacità di auto analisi.

  7. Hai ragione. È difficile uscire dalle droghe legali. Io avevo il problema di bere molto vino tanti anni fa e ultimamente quattro anni fa ogni tanto bevevo due o tre bicchieri di vino ogni tanto. Ho iniziato a bere dopo una violenza sensuale a 20 anni e la paura che avevo era di rimanere incinta ma per fortuna non è successo. Avevo già una figlia di un anno e mezzo avuta dal mio compagno che poi mi ha lasciata per un’altra. Adesso mia figlia si è laureata e fortunatamente lavora. È sposata ed ho due nipotini maschi. . Mia figlia porta il cognome del padre e non mai avuto sostentamento da lui. Ho lavorato ed ho pensato solo io a mia figlia. Mi sono ritrovata ricoverata per problemi di alcolismo e curata con farmaci pesanti e quindi ricadevo spesso nel problema. Mi hanno curato con farmaci pesantissimi. Droghe legali. Séroquel Haldol Risperdal antidepressivi di tutti i generi tranquillanti tavor e tante altre. Sono quattro anni che non mi ricovero più e come ho detto sopra bevo ogni tanto un paio di bicchieri di vino. Non ho mai bevuto superalcolici o perlomeno ne avrò bevuti in passato un paio di bicchierini e stop. Ho bevuto prima la birra poi sono passata al vino ma non ho mai mischiato con altre bevande. Adesso sto limitando il tavor e sto diminuendo gli antipsicotici. Non prendo da una settimana gli antidepressivi. Spero di riuscire da questo tunnel . Ho ancora ansia e panico ma ridotti. Sto meglio e devo uscire di casa perché è un anno quasi che esco ogni tanto ma nei paraggi del quartiere. Devo farmi coraggio a riprendere l’autobus ma la paura ancora mi frena. Lunedì mi accompagna un’amica. Ci provo. Poi giovedì mi farò forza a prenderlo da sola perché devo fare delle analisi. Sono costretta. Spero di farcela. Anche se avrò paura chiedo aiuto alle persone per essere compresa. Ma non so se è un bene. La gente che incontro nel mio quartiere mi sembra che abbiano più paura di me. Lo noto con i miei occhi. Almeno questa è la sensazione. Lo noto anche con quelle poche conoscenze che ho.Voglio essere fiduciosa perché ho bisogno di fidarmi di me. Voglio farcela!grazie amico😊🙋

    1. Noto molto coraggio nelle parole del tuo racconto, il coraggio di chi non si è lasciato travolgere dagli eventi ma li ha dominati, con le proprie forze. Purtroppo nel mondo in cui viviamo oggi e in cui le reti sociali si sono frantumate, occorre costruire una forza individuale fuori dal normale per poter reggere gli eventi della vita. A maggior ragione in un contesto di consumo delle coscienze che crea forze opposte a quella della costruzione di un’identità individuale forte. Ma non tutto è perduto, soprattutto quando leggo queste storie 🙂

    1. eheh! Non occorre! Questo blog non è nato per “far soldi” o per ottenere offerte, quel modulino l’ho installato senza grandi convinzioni né senza alcuna pretesa, solo per occupare un po’ di spazio sul blog, dato che scrivo pochissimo 😀

  8. Esistono psichiatri che fanno male il loro lavoro, come esistono medici di famiglia che prescrivono ansiolitici senza motivo, come esistono varie tipologie di medici, dagli internisti ai chirurghi, che prescrivono tac senza motivo, fregandosene delle radiazioni e del paziente (potrei fare mille esempi di cattiva sanità). Per questo motivo trovo questo tuo intervento totalmente inutile, già molte persone non si recano dallo psicologo o dallo psichiatra per pregiudizi e perché credono che ci sia bisogno di essere totalmente pazzi per essere autorizzati ad andarci. Avendo visibilità con il tuo blog è un peccato vedere che propini messaggi totalmente sbagliati senza neanche sapere di cosa stai parlando. Non hai idea di quanto il supporto di uno psicoterapeuta, uno psicologo, uno psichiatra sia importante per certe persone, a volte può davvero salvare la vita. Non hai idea mia madre da psicologa in consultorio quanti bambini ha salvato da violenze sessuali, di quante mogli ha salvato da violenze domestiche e quante persone ha potuto aiutare. Non conosci il sacrificio che c’è dietro nell’aiutare una persona, nel soffrire insieme a centinaia di persone e nell’impegnarsi con tutto se stesso per aiutarli anche quando è davvero difficile. Io, come altri colleghi hanno fatto, studierò complessivamente 11 anni per diventare psichiatra(7 di questi li ho già fatti) , rischiando di perdere la mia salute mentale per ristabilire quella degli altri e non ti permetto di screditare questa categoria, che per la maggior parte è fatta di persone fantastiche, sempre disponibili ad aiutare il prossimo in ogni modo e sempre positive nonostante debbano confrontarsi giornalmente con la realtà obbrobriosa della sanità italiana che prova ogni giorno a demotivarli (per fortuna senza successo). Quando vedrai una ragazza a rischio di suicidio guarire grazie allo psichiatra e ricostruire la sua vita o quando vedrai il bipolare riuscire ad avere una relazione stabile ed essere felice o quando vedrai il tossicodipendente pulito, che lavora, che si crea una famiglia grazie all’aiuto dello psichiatra, allora poi forse capirai che a volte chiudere la bocca è la scelta più saggia.

    1. Davvero questo blog ha visibilità? Naaaa, non me l’aspettavo, visto che lo aggiorno ogni ad ogni uscita della processione del paese. Detto ciò perdonami se non sono riuscito a leggere tutto il tuo commento, ma al terzo rigo mi è cascata la papagna. Al ché ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza, ma di certo ci sarà qualcuno che ti leggerà. Io no. Non per niente, ma perché il paternalismo fine a se stesso, intriso di ipocrisia, mi ha sempre annoiato. Peace and love.

      1. A giudicare dalle tue risposte, ti annoia semplicemente la riflessione, mentre ti piace essere idolatrato.
        Sei un banalissimo narcisista poco istruito che per semplice ipercompensazione ha la necessità di dare lezioni senza essere contraddetto. Avrai si e no la terza media e la cosa ti pesa tantissimo.
        Buona vita, fallito strafottente 😉

  9. lo psico è un tramite in un percorso comune di arte e formazione che talvolta sortisce effetti terapeutici.
    come in tutti i “mestieri” ci trovi cialtroni, pressapochisti e brava gente preparata (oh! come tra i blogger, intendiamoci).
    per come la vedo io, esser sinceri e creare un buon punto d’incontro trasparente fa la differenza, ovviamente a patto di essere preparati e in costante formazione.
    sai perché la mia trattoria ha fedelissimi da anni? ho fatto la scuola, la gavetta, ci metto passione e cerco di migliorarmi sempre…ah, aspetta…mi dicono anche che ascolto molto senza sparare sentenze 😉

  10. Hai cercato di dare una visione dall’alto? Come pensi di poter dare una visione dall’alto quando è evidente a chiunque ti legga (ah ok giusto scusa, non a chiunque ti legga, a chiunque non sia un analfabeta funzionale, cioè le persone su cui hai basato altri articoli di questo blog che poi naturalmente risultano essere i tuoi unici, inconsapevoli, seguaci) che non hai alcuna competenza dell’argomento?
    Immagino che tu sia molto soddisfatto di come hai messo insieme questa serie di frasi scritte in un italiano che cerca di essere vagamente altisonante e tutte queste banalissimo convinzioni stile chiacchiere da bar.

    Non mi interessa che tu legga questo commento, mi interessa che lo legga qualcuno che magari finisce per caso su questo blog come ci sono finita io: certo, è indubbio che fino a qualche ventennio fa le cure in ambito psichiatrico fossero, diremmo oggi, totalmente assurde. Esattamente come lo erano in tantissimi altri ambiti della medicina.
    Mai sentito parlare di salassi? Lo sai come sono stati creati i primi vaccini?
    Ne hai idea? Lo sai come si iniziò a capire/diagnosticare il diabete?
    Te lo dico io: assaggiando le urine dei pazienti, perché erano dolci data l’elevata concentrazione di glucosio presente.
    E guarda, ci sarebbero mille esempi di questo tipo, esempi che oggi ci farebbero rabbrividire ma che hanno portato la medicina dov’è oggi. Con molti sbagli, molte convinzioni sbagliate, molti esperimenti falliti e molta, moltissima sofferenza.
    Ma oggi la psichiatria e la psicoterapia che tu critichi tanto riescono a curare, anzi più propriamente a controllare, patologie che non ti immagini neanche.

    Per tua fortuna è evidente che non hai mai avuto problemi psichiatrici di alcun tipo, né hai mai avuto a che fare con familiari che ne hanno.
    Perché fidati che se avessi avuto una madre schizofrenica che soffriva di allucinazioni, deliri a carattere persecutorio, appiattimento affettivo, apatia e abulia, e che grazie alle cure antipsicotiche avesse avuto un ritorno alla normalità (come avviene in circa un terzo dei casi) in molti o quasi tutti gli aspetti di vita, compreso l’avere un rapporto quasi normale con te, di amore e di connessione (si, perché le persone schizofreniche sono chiuse, non rispondono al mondo esterno, sono dissociate, hanno pensiero disorganizzato e molteplici altri disturbi che né io né tanto meno te possiamo minimamente immaginare) non scriveresti queste minchiate.
    Ho fatto l’esempio eclatante della schizofrenia perché è stato da te citato, ma tranquillo che potremmo metterci a parlare di tutta una serie di altri disturbi anche più lievi che comunque intaccano la vita delle persone e dei loro familiari, se tu fossi competente sull’argomento.
    Ma non lo sei, quindi ti dó un consiglio: evita di parlare di cose che non sai soltanto per gonfiare insensatamente il tuo ego, perché non sei affatto diverso da quegli psicologi cialtroni che critichi tanto.

    Firmato: una studentessa di medicina che per anni ha avuto gravi problemi alimentari e che finalmente, grazie a una psicologa cialtrona e ad uno psichiatra che dà man forte alle case farmaceutiche, sta tornando ad avere un normale rapporto col cibo e a non aver più paura di andare al supermercato da sola, e che spera un giorno di diventare proprio uno psichiatra.

    Se riuscirò ad avere con i miei pazienti anche solo la metà della sensibilità e perspicacia che hanno avuto i miei medici con me allora forse tutta la mia sofferenza assumerà un senso e diventerò la persona che volevo essere. Nessuno si salva da solo.

    1. Dopo tanti commenti sterili, finalmente un commento che in qualche modo entra nel merito dei contenuti dell’articolo. Offese a parte, apprezzo il tuo punto di vista, anche se non lo condivido appieno, per diverse ragioni, che cercherò di esplicitare magari in un prossimo articolo. Qui voglio solo dirti che ovviamente non ho considerato la totalità dei casi. Se hai letto altri contenuti del blog sai che la mia metodologia si basa sull’osservazione del fenomeno, che statisticamente non può mai racchiudere la totalità. Quindi saprai meglio di me che se un caso è positivo non si può dire con assoluta certezza che gli altri 99 sono positivi, perché mancano gli strumenti per affermarlo. Questo ragionamento (semplificato) vale per le cure. Per le cause il problema è ancora più complesso e ritengo che – a parte i casi più estremi – buona parte dei disturbi di carattere psicologico, oggi, abbiano cause sociali (che, se si osservano attentamente, possono essere individuate) ma che non si possono risolvere che con strumenti sociali. La soluzione individuale può essere efficace? Certo, ma non sempre e non spesso. Tutto dipende da milioni di fattori, pur tuttavia non si potrà mai creare un paradigma partendo da una soluzione individuale, se non si considera il fattore sociale.
      Quindi sono contento che tu abbia risolto le tue problematiche, ma da qui a dire che la cura psicologica sia efficace non è corretto.

  11. Io penso che gli psicologi non sono solo una categoria inutile ma possono fare danni incalcolabili al mondo intero con le loro teorie che vengono prese come se fossero Vangelo. Prendete per esempio la teoria riguardo l educazione dei bambini attualmente in vigore, secondo la quale praticamente viene loro consentito tutto, viene perdonato tutto. Le povere creaturelle non le puoi praticamente più sgridare, non gli puoi vietare nulla perché si traumatizzato. Devono fare quello che vogliono loro, in pratica, perché altrimenti stanno male, poverini, non possono esprimersi liberamente.
    I risultati, inutile dirlo, sono sotto gli occhi di tutti. Bambini e ragazzini maleducati, strafottenti, che ne fanno di tutti i colori, a casa, a scuola e fuori dalla scuola.
    Non ci vuole l intelligenza di Einstein per capire che gli psicologi creano apposta tutti questi problemi per poi mangiarci sopra, per trarre profitto da tutto questo.

  12. Penso che l attuale modo di educare i bambini ed i ragazzi , cioè permissivismo, buonismo, l idea che uno possa fare tutto quello che vuole senza limiti e senza regole, sia dannoso principalmente per loro stessi, perché contribuisce a formare delle personalità fragili, che faticano ad accettare le frustrazioni che la vita inevitabilmente gli fa avere, in pratica vengono su dei molluschi buoni a nulla. Ma questo, evidentemente, vuole chi ci comanda, per poterci meglio controllare e manovrare.
    Se ci fate caso, lavorano tutti in questo senso, dagli psicologi agli educatori, ai programmi che ci propinano, cartoni animati e quant’altro altro.
    I bambini invece devono essere educati, contenuti, non li si può lasciare crescere in balia dei loro istinti in quanto diventerebbero come dei piccoli barbari, come dei piccoli teppistelli, si deve far capire loro, ad esempio, che a scuola ci sono delle regole e che se queste regole non le rispettano, incorrono in una sanzione.
    Invece a poco a poco hanno eliminato le sanzioni perché le creaturelle subiscono un trauma se li si riprende perché hanno fatto qualcosa che non andava fatta.
    Di questo passo va a finire che aboliranno anche il carcere perché anche li dentro le persone potrebbero subire un trauma. E i risultati ognuno li può vedere….

    1. Ciao Grazia, condivido con te l’analisi, a parte il fatto che tutto ciò è voluto da “chi ci comanda per poterci meglio controllare e manovrare”. Mettendola in questo modo si viene tacciati di complottismo e tutte le analisi precedenti, anche se corrette, perdono di valore tra gli interlocutori. Il punto principale è che l’intero sistema neo-liberista, che ha partorito il consumismo, ha generato tutto ciò che tu lucidamente hai descritto: permissivismo, crollo dei valori educativi, crollo dell’autorità, ecc. Ma questi fenomeni sono voluti solo in senso lato, perché vengono provocati da un modello socio-economico tendente all’ultra-liberismo, ma sono poi prodotti in seno alle società che li accettano e li assimilano. Quindi si verifica quel fenomeno del “cane che si morde la coda” e da cui non se ne esce senza una decisa sterzata da parte delle masse. Andando di questo passo, con le ricchezze globali che sempre più si polarizzano verso pochi soggetti, con le questioni ambientali che diverranno sempre più pressanti, con conflitti sociali sobillati dal capitale per mezzo dei nazionalismi e con una maggiore pressione verso i consumi, quei fenomeni che tu hai descritto diverranno più cronici. Ma l’aspetto positivo è che sempre più gente si accorge che questo modello di “sviluppo” è tutto sbilanciato a favore dei pochi e che, soprattutto, non è accompagnato dal progresso. Nell’ultimo post ho citato un articolo di Pasolini che parlava proprio di tutto ciò, nel 1975. Dagli un’occhiata, troverai sicuramente assonanza con le tue analisi.

  13. Caro Barbuto ho tanta paura. LO PSICHIATRA DEL DSM MI CONSIGLIA DI ANDARE IN UN RSA. MI È RITORNATO IL PANICO. ho 72 anni ma non mi sento di rinchiudersi. Stavo bene e poi mi propone questo. STAVO BENE E USCIVO. MI HA BLOCCATO DICENDO CHE NON DEVO STARE SOLA. AIUTAMI. SONO BONELLA BONELLA DI ROMA. TI AVEVO GIÀ SCRITTO. DAMMI CORAGGIO. ADESSO MI HANNO DATO IL DEPAKIN 500 LA SERA. AIUTATEMI!@

    1. ciao Bonella, onestamente vorrei poterti aiutare, ma non saprei come. L’unica cosa che mi sento di consigliarti è di provare a sentire il parere di altri professionisti e, nei limiti del possibile, di evitare di assumere farmaci prescritti in modo superficiale e senza un’attenta diagnosi. Da quello che racconti mi pare di capire che chi ti sta seguendo non ha compreso a fondo i tuoi malesseri e risolve il tutto prescrivendo farmaci. Premesso che non conosco il professionista e basandomi su quello che dici, ti consiglierei di rivolgerti ad altri e sentire più pareri. Immagino sia dispendioso e faticoso, ma allo stato attuale non vedo altre soluzioni. Fammi sapere, anche via mail.

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